Bollente è la stilografica!
Non si fa impugnare!
Non vuole che scriva
luoghi comuni sul Covid,
robe da biro Bic, dice,
ma la realtà del Covid
s’è impossessata
dei miei canali poetici
e qualcosa voglio scrivere.

Sbollire lascio la stylo
e con una matita da muratore,
temperata con un coltello
rigorosamente Opinel,
metto sulla carta quanto segue:

“Io, terza dose di vaccino
e soltanto un dolore
leggero al deltoide.
Il cliente no Vax, invece,
ha mal di schiena,
gli carico dieci sacchi
di pellet sul Suv.
“Mal de dos? Le bon traitement, c’est le mouvement”!
Il movimento è una cura
per i dolori alla schiena, suvvia!
Suv...
via! tu ed anche il tuo Suv.
Quindi non ne volete
neppure una, di dose?
Né Pfizer, né Moderna, né altro.
Pensate che siano veleni?
Per ucciderci tutti?
I vaccini non prevengono
ed anche la terra è piatta,
secondo i vostri calcoli?
Affermate che in Africa
muoiono molti bimbi
di morbillo o difterite
non perché non vaccinati,
ma perché sono neri.
Ribadite, voi che non leggete
né libri né giornali,
ma solo bevete
le news del vostro cellulare,
che questo vaccino è diverso,
che ci vogliano annientare,
sostanze non sperimentate
ci vogliano iniettare.
Quindi, per recarvi al lavoro
tre tamponi alla settimana vi fate?
E voi, lavoratori autonomi?
Nemmeno uno?
Già, voi siete i capi di voi stessi
e decidete voi dei vostri affari.
Che importanza ha
se non avete Green Pass,
tanto nessuno controlla...
Ripetiamo insieme:
Io quaranteno
Tu quaranteni
Egli quarantena
Noi quaranteniamo
Voi quarantenate
Essi quarantenano.
Io, tu, noi, d’accordo
ma egli, voi, essi?
Quindi? Nulla,
si tratta soltanto
di tracciamenti all’italiana,
come dire
dieta mediterranea,
spaghetti alle vongole,
panettone,
pecorino sardo o toscano.
Così.
Parole, semplici parole.
Ci controlliamo noi
fra parenti e amici,
io vaccinato, tu no.
Mi innervosisci
con il tuo comportamento
ed io innervosisco te.
Restiamo parenti?
Amici?
Boh.
Restiamoci.