C I C L O P O E S I A

Molte grazie signor Ogden Bolton Jr che nel 1895 hai brevettato la prima e-bike utilizzando una batteria da 10 volt ed un piccolo motore applicato ad una normale bicicletta!
Oggi, noi, 2023, approfittiamo della sua evoluzione e ce la godiamo.
Davvero bei giretti scacciapensieri: a Bergamo, le Mura, San Vigilio e dintorni, a Piazza Brembana, giro di Bracca-Frerola salendo da Spino al Brembo, giro di Poscante-Grumello e Grumello-Poscante.
Peccato che nessuno di questi luoghi sia vista mare!
In effetti io agogno (ma parla come mangi!) dico, aspiro all’infinito e le montagne mi sbarrano la vista, dietro le curve spero sempre di allargare lo sguardo su certi azzurri/blu/verdi che dico io.
Mi direte, prova a salire su una vetta e te lo do io l’infinito! D’accordo, ma...
È liberatorio il nostro girovagare da pensionati impegnati, perché, sappiatelo, non è tutto oro quello che luccica, anzi è sempre tutto ferro e la bici-badante aiuta.
Non sono una ciclista, l’e-bike è fantastica, ancora complimenti a chi l’ha ideata!
Oggi Val Taleggio, domenica scorsa Valle Imagna, a Piazza Brembana varie volte ad ascoltare i pomeriggi letterari di mastro Seghezzi, in settimana un caffè dalla Flora a Bergamo in Piazza Vecchia.
Pedalo e penso; penso d’essere libera e che la mia libertà arriva dove comincia quella del mio vicino.
Non so se la bici elettrica sia una scelta totalmente green per via del discorso componenti della batteria e relativo smaltimento, però, per le persone di una certa età, con quadricipiti e polpacci non allenati, direi che è il Top. Con te, mia nera vecchia Bianchi, non avrei potuto permettermi un giro come quello di oggi: mi è sempre piaciuta la Val Taleggio, assomiglia a certi percorsi in Corsica; anche nella mia isola del cuore ci sono fascinosi orridi... certo, alla fine del nostro giro non c’è il Golfo del Valinco, ma il torrente Brembilla un po’ sofferente per la verità, ma ora sorridente sotto la pioggerella tanto sperata ed il ponte del Cappello ringalluzzisce all’idea di ridiventare un vero ponte... per altro molto simile ad alcuni ponticelli “corsari”...
Pedalo...
Pedalo...
Acqua, fonte di vita.
Il fiume Brembo ed il fiume Serio ad aprile 2023 si presentavano in secca mentre a fine ottobre la situazione era all’opposto, al limite di piene e inondazioni.
I cambiamenti climatici sono questi, da un’estremità all’altra, si notano nell’arco di decenni; il meteo giornaliero non c’entra, sono i mutamenti epocali come lo scioglimento dei ghiacciai che devono allarmarci.
L’immagine è presa dalla passerella della ciclabile, ad Ambria: il Brembo sembra placido quasi come il Don. Attorno al Brembo si sono svolte le vicende dei “cosacchi brembani”, non è un fiume da sottovalutare!

Una domenica:
da Zogno via Sombreno vista santuario quindi la seicentesca villa Pesenti Agliardi, Madonna della Castagna, via via, attraverso una bella ciclabile fino a San Vigilio detto Cappella o della Bàstia, poi giù verso Colle Aperto, le Mura, porta san Giacomo, via sant’Alessandro, quindi un’inedita non affollata Bergamo bassa con spuntino in un bar davanti alla sede della Provincia, infine... il mare.
(lo immagino)
Parco Suardi! Individuiamo una panchina all’ombra per leggere qualche pagina di un libro di Ota Pavel, La morte dei caprioli belli. E cosa scopro nel parco? La fontana delle Rogge, mai saputo fosse qui. In epoca medievale, all’interno della città, scorreva un canale artificiale detto roggia del Serio Grande che partiva in Val Seriana ed arrivava in pianura. Dal canale si diramavano altre rogge con un sistema di partizione dell’acqua garantito da un imponente manufatto in pietra con dei fori per farla defluire ... insomma, un ingegnoso marchingegno idraulico di presa delle acque smantellato nel 2003 per problemi di deflusso durante forti precipitazioni; a sua memoria fu ideata questa fontana con pezzi originali dell’antico manufatto detto monolite di Plorzano, chissà poi perché si chiama così, probabilmente da un nome gentilizio romano. Tutto scritto su una stele presso la fontana.
Ritorniamo sulla ciclabile della Valle Brembana, verso Zogno, facendo un’altra scoperta: una pianta di pere birra e gazzosa, nel giardino a Villa d’Almè, del dott. Amando Gamba, cardiochirurgo che in questo suo paradiso si è ritirato, dedicandosi alla coltivazione di varie ed eventuali nonché appunto delle pere Panachè...ecco perché la Tarte Tatin si fa anche con le pere! Basta che siano di questa qualità!
Pedalo...
Una mattina sono in bici, incontro una famigliola sul marciapiede in via Cesare Battisti a Zogno, ciascuno con la propria bicicletta, io scendo e loro salgono; ci troviamo di fronte alla curva della ex MVB; io avevo strimpellato con il mio campanello originale olandese e loro appunto si sono fermati in fila indiana, mamma davanti, i due fanciulli in mezzo e papà ultimo. Ci fermiamo cedendoci il passaggio l’un l’altro, poi lui mi fa: “scusi, ma ho visto che la ciclabile ad un certo punto è chiusa da un cancello, stanno facendo dei lavori?” “No, no, in quel tratto lì è vietato passare perché privato, credo.... in pratica la ciclabile di Zogno è il marciapiede, se non vuoi pedalare con due bambini sulla statale 470, comunque, nonostante la nuova galleria, sempre trafficata...” “Quindi Zogno non ha una vera ciclabile?” “Oddio, ci vorrebbe poco, una stradetta lungo Brembo ci sarebbe già, ma hanno ideato un progetto diverso, una specie di circonvoluzione di interessi con ponte sul fiume e semaforo ad un certo punto... staremo a vedere...voi da dove venite?” “dalla provincia di Brescia” “eh sì, per Bergamo e Brescia capitale della Cultura 2023, completare la ciclabile sarebbe stata una bella vetrina ma...
Dai, la saluto, buona pedalata, ciao bambini, attenti nèèè...
Pedalo...
Pedalo...

Oggi tour pianeggiante Zogno-Ghisalba passando dal Sentierone a Bergamo per dare un’occhiata alla fiera delle bici-badanti; accidenti quante ruote, tantissimi pedali, moltissima gente; se tutti acquisteranno una e-bike sarà necessario mettere semafori a numero chiuso sulle ciclabili, già oggi molto affollate con certi supereroi a cento all’ora che se, a tale velocità, imboccano una galleria con due o tre pedoni in tranquilla camminata domenicale, li falciano come il grano a giugno.
Abbandoniamo la folla verso Borgo Palazzo, poi Seriate sul marciapiede ciclopedonale, quindi la ciclabile del Parco del fiume Serio, seriamente in apnea, il fiume dico.
Arriviamo a Malpaga, ma non visitiamo il Castello, pare che il fantasma di Colleoni, il condottiero (1395-1475), stia dando un banchetto sontuoso per certi ospiti nordici...io non amo la cucina medievale, animali di ogni specie arrosto o bolliti...preferiamo un panino di fronte alla presuntuosa chiesa di Ghisalba, il suo stile neoclassico contrasta assai con l’aria che tira da queste parti, Palladio disapproverebbe.
Il ritorno è affollato, c’è il mondo a prendere aria, umani grandi e piccoli a piedi, umani con passeggini, umani con i cani, umani a cavallo, umani in bici.
“Attenta a dove metti le ruote- mi dico- i tuoi riflessi riflettono la tua età...”
Pedalo...
In bici, sempre quella facile, ma fantastica, oggi siamo stati a Bergamo alla libreria Palomar a ritirare un libro. Ciclabile da Zogno, via Castagneta, Valtesse, quattro pedalate in città, un caffettino al Caffè del Colleoni... dalla toilette molto elegante con mattonelle bianche e nere, in stile con il bar.
Attraversiamo la piazza, salutiamo per dovere, prima Vittorio Emanuele II, qui sembra un gigante il padre della Patria e padre di molti figli...un sovrano frizzante dentro una botte piccola, pare ci sapesse fare con il suo metro e cinquantotto...di altezza nèèèèè...poi salutiamo la camicia rossa Francesco Cucchi, uno dei Mille di Garibaldi, preferisco, riverisco, obbedisco... Non so dire chi siano gli scultori di questi due monumenti, mentre mi soffermo davanti a quello del Partigiano di Giacomo Manzoni (1908-1991), ol Manzù, questo lo conosco, ho visto molte sue opere. Il ragazzo appeso per i piedi continua a rinascere e ad essere appeso mentre la donna la vedo ogni sera al telegiornale.
Alla stazione di Bergamo, vorrei salire sul Freccia Rossa, ho sempre voglia di partire! In realtà siamo venuti a dare un occhio agli orari del treno per Peschiera con l’idea di percorrere la ciclabile fino a Mantova. Prossimamente.
Ritorniamo da Città Alta, San Vigilio... imbocchiamo la ciclabile ad Almè...
Ecco i ponti di Sedrina dai quali saltò l’Innominabile (P.P.) un brigante di quei tempi là (fine XVIII inizio XIX secolo).
Ed il mare? Quello una volta, 220 milioni di anni fa... però dai, la mia Isola del cuore l’ho solo pensata intensamente, pedalando, ho giurato su Napoleone che non l’avrei nominata...corsari, pirati, briganti...
Elettrociclopedalando da Zogno a Piazzolo per far visita al giudice Guido Galli (1932-1980) sepolto proprio in questo sereno borgo dell’Alta Valle Brembana. Il giudice fu assassinato da Prima Linea ...perché svolgeva troppo bene il proprio lavoro! La compianta, cara amica Candida avrebbe voluto presentare al nostro gruppo di lettura Aula 309, l’ultimo libro dedicato al magistrato del quale ammirava la forte dirittura morale.
Abbiamo scoperto che nello stesso cimitero è sepolto il giornalista Carlo Graffigna, (1947) lo scrittore alpinista, quello della storia e del mito dello Yeti, l’uomo delle nevi.
Da Piazzolo a Mezzoldo il passo è breve, più lungo quello per San Marco, lo affronterò un’altra volta.
Mi sono portata da leggere Jón Kalman Stefánsson (1963, scrittore islandese) “La tua assenza è tenebra.” Vi chiederete che nesso ci possa essere fra l’Islanda e l’Alta Valle Brembana. C’è, c’è! Leggetevi il libro e lo scoprirete...
vi do un indizio: il lombrico è il pensiero di Dio.
Pedalo...
...sulla ciclabile, realizzata sull’ex sedime ferroviario dove correva il trenino della Valle Brembana da Bergamo a Piazza Brembana, alcune ex stazioni sono ristrutturate, altre non ancora, stanno lì a guardare i ciclisti che vanno e vengono.
Trovo bellissime certe erbe all’apparenza infestanti, con le loro spighe lilla e fucsia: si tratta di Felicella, non di Lillà; esse rallegrano con discrezione alcune ex stazioni decisamente in cattivo stato come quella di Sombreno...peccato; (e concederla a qualche artista per farne il proprio atelier? Idea troppo interessante/interessata)
Meravigliose e da brivido le numerose gallerie scavate nella roccia: rilassanti d’estate e sognanti d’inverno.

La nostra prima gita fuori porta:
pedalata sulla ciclabile del Mincio, da Peschiera a Piazza Sordello in Mantova e ritorno.
Sordello, sì, il Troubadour di Goito che ha dato il nome alla bella piazza antistante la reggia dei Gonzaga a Mantova.
Immagini dentro la mia testa: Emilio che da Bozzolo va in bicicletta a Mantova ad amoreggiare con Marina.
Don Primo Mazzolari.
I tortelli di zucca di Ida un po' diversi da quelli della Ester, ma evocativi entrambi come le madeleines di Proust. La sbrisolona puciata nel bicchiere di moscato. Una mostra di Miro’ alle Fruttiere di Palazzo Te. I Madonnari alla Fiera delle Grazie a Curtatone. Mario Lodi alla biblioteca di Viadana. Brunetta, Cesare e family a San Matteo delle Chiaviche. Il ponte di barche. Le rane fritte.
Stop, la torre dell’orologio in Piazza delle Erbe, ha detto stop.
Ci sediamo al bar Matilde (di Canossa) realizzato dentro una casa a torre, il bagno è lassù, dopo una simpatica arrampicata. Ci guardiamo intorno. Mitica acquatica Mantova! Brulichi di turisti; qui accanto sappiamo della Basilica di sant’Andrea, ampia e magnifica e lì a destra della rotonda di San Lorenzo simile alla nostra San Tomè, ma non siamo qui per rivisitare Arte, niente Mantegna, Giulio Romano, Leon Battista Alberti e compagnia.
Siamo qui per respirare l’aria azzurrina e percepire il fiato vitale di chi non è più, ma dentro di noi sempre vive.
Al parco Virgilio non c’è quasi nessuno, il poeta domina in solitudine, come il cigno solitario che ci ha fatto visita mentre leggevamo sdraiati sotto un gruppo di platani in riva al Mincio: o cigno solitario, non sei come il passero di Leopardi, vai tranquillo, torni, ti fai i fatti tuoi. Sembri felice.
I laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore, progettati in età medievale dall’ingegnere bergamasco Alberto Pitentino, accolgono la siesta domenicale dei mantovani, mentre splendidi fiori di Loto di origine indiana, anatre, germani e nutrie, ci rammentano che siamo tutti sulla stessa Arca, ma con disuguaglianze sempre più accentuate.
Da Camerata Cornello, casa ad arco sopra una rupe, questo probabilmente significa il nome, saliamo a visitare la chiesa di San Ludovico del Bretto ermeticamente chiusa.
Una discendente della famiglia Tasso del borgo medievale di Cornello dei Tasso, s’innamorò, durante un “viaggio postale”, di un certo Alan il Bretone; la nobile famiglia dei Tasso non volle che la bella “tassina” si unisse in matrimonio con un rozzo elfo. Ripudiata dalla famiglia, decise per una vita monacale da eremita in questo luogo che nomina appunto Bretto in onore del suo amato. Fa erigere in seguito la chiesa dedicata a San Ludovico da Tolosa, la sua congregazione era infatti detta delle Suore Tolosine e ne fa affrescare la volta e le pareti anche con i membri della sua famiglia d’origine, compreso Torquato Tasso con la corona d’alloro sul capo, così le sembra di continuare a vivere con loro, era una monaca, non serbava rancore.
Pedaliamo verso un’altra chiesa sempre ermeticamente chiusa...non le tengono aperte per il pericolo dei vandali? Ma se i bergamaschi sono un popolo di basa banchi! Si tratta di San Giacomo Maggiore Apostolo, località Brembella. Tanta fatica e Giacomo manco ci riceve. Puntiamo su Cespedosio, che nome strano, cespedes dallo spagnolo? Prati? Zone erbose? Mi viene in mente la scrittrice Alba de Cespedes, ma non era originaria di queste parti. Anche a Cespedusso la chiesa è chiusa, e che diamine, non ci saranno custodite le reliquie del Sacro Latte!
Puntiamo alla Pianca. Amen. Chiusa pure questa. Eventualmente ci informeremo riguardo all’apertura di queste piccole domus ecclesie, quella del Bretto è l’unica che molto tempo fa ammirai durante una visita guidata.
Convengo con Gio’ che questa zona è affascinante, con paesaggi splendidi, tanto verde, alberi centenari, faggi millenari, sembra regnare pace e tranquillità. Sembra.
Su e giù per le contrade, non posso fare a meno di pensare alla mia isola del cuore...il gruppo della Bavella, la Castagniccia, Corte, Ghisoni... zone e montagne molto simili a queste della val Brembana, l’ho già ripetuto in altre occasioni...peccato che al di là del Cancervo e del Venturosa l’infinito possa solo essere immaginato... parlo per me, so bene che Walter Bonatti la pensava diversamente... però si è fatto tumulare a Portovenere di fronte al mare...
Scusa una domanda: ma tu, cos’hai a che fare con l’isola di Corsica? Qualche parente? Sei magari una discendente di Napulio? (così era solita chiamare, la madre Letizia il figlio, futuro Imperatore Napoleone Bonaparte (Ajaccio 1769 – Isola di Sant’Elena 1821)
No, no, è una mia fissa, mi piace, mi sono sempre trovata a mio agio in Corsica, come un ritorno alle origini, non so come spiegarlo.
La frequentiamo da quarant’anni, trovo che abbia molte similitudini con la Valle Brembana. Veramente!
Provare per credere.
Anche la gente, stesso carattere! Crapù, fieri e crapù...

Pedalo...
Oggi gitarella in su per l’Alta Valle Brembana, il tempo è magnifico, ma un contadino ci dice che prima di sera pioverà di nuovo. Lasciamo la ciclabile a Piazza Brembana e pedaliamo verso Olmo al Brembo. Decine di moto, quelle grosse, grasse, giapponesi e rumorose ci sorpassano nei due sensi, spaventando formiche, lucertole, scoiattoli e quei due o tre orsi fuggiti dal Trentino-Alto Adige perché inseguiti dai forestali.
Ad un certo punto, siamo a Mezzoldo, la bici-badante mi dice che non si sente carica per fare il passo San Marco.
Mettiamo in carica la batteria presso il bar lungo la strada.
Saliamo a Sparavera, fascinoso borgo sull’ antichissimo tracciato commerciale denominato via del Ferro (da Valtorta a Mezzoldo); da qui passavano i muli carichi di materiale, ferro grezzo o lavorato, per andare in Valtellina e Valsassina. Già Asterix ed Obelix condussero una campagna da queste parti per estrarre ferro da alcune miniere della zona per farne armi da combattimento contro i legionari romani e per catturare cinghiali, prelibata ghiottoneria per il grosso dei due Galli, li preferiva ai coccodrilli, secondo lui troppo stoppacciosi.
Nel Medioevo il commercio si fece più intenso con minatori e fabbri che lavoravano il ferro costruendo sempre armi, ma anche attrezzi agricoli e chiodi; gli abitanti di Valtorta erano chiamati addirittura chiodaroli. La famosa Ferramenta Busi si trova più giù sulla statale 470, non c’entra con la via del Ferro, ma c’entra molto con i chiodi, ci fu un tempo ch’era denominata la Boutique del chiodo.
Esco sempre dal seminato, spero non ci siano chiodi in terra che mi buchino le gomme...
Ci fermiamo a Piazza Brembana in un bar per un panino. Incontriamo Letizia, detta da noi Penelope perché tesse la tela, anche della nostra amicizia
Ritorniamo di notte.
Sulla ciclabile brilla la Stella Rossa della San Pellegrino. In cielo brilla la luna piena.


Pedalo…
Sogno...
Pedalo...
Ho voluto la bicicletta? Adesso pedalo. E che problema c’è, nella mia vita ho sempre pedalato, come tutti o quasi... ad ognuno la propria bici.
C’est la Vie.
Certamente oggi, con la bici/badante vado con meno fatica ed ammetto di amarla moltissimo l’e-bike perché, pedalando, i pensieri vanno non so dove, so che mi abbandonano per un po’ di tempo e quando si ripresentano appaiono più leggeri.
Quest’altro tour valbrembanino è stato altrettanto bello.
Da Zogno siamo saliti a Miragolo S. Marco, quindi a S. Salvatore per un saluto al nostro amico Flavio, quindi alla Passata (o, qui si mangia da Dio/Re/Lucullo), noi siamo stati leggeri anche se il menù si presentava troooppooo invitante! Prendete nota!
Poi direzione Selvino, la piccola selva/bosco, quindi Aviatico, Trafficanti, Costa Serina e ritorno a Zogno dalla ciclabile.
Aviatico da Viaticum, l’Eucarestia impartita ai moribondi? Oppure semplicemente da viator transit, il viandante di passaggio oppure come scrive Bortolo Belotti dal nome gentilizio romano Avillus... sia come sia, è certo che qui tira un’aria di Storia non indifferente, anzi di Preistoria!
Da morosi, negli anni Ottanta, venivamo a vedere i fuochi d’artificio sparati dai mortai in ferro.
A Trafficanti ho trovato un mio ex cliente, roba da chiodi, che chiacchierata!
Qui passava la via Mercatorum; bella la chiesa dedicata a Sant’Erasmo (non da Rotterdam, quello del libero arbitrio, ma Erasmo vescovo martire da Antiochia...probabilmente un santo più vicino non c’era!? I mercanti/trafficanti riposavano l’anima indaffarata sotto il porticato dopo una capatina in chiesa a baciare i banchi per propiziarsi gli affari nonché un eventuale posto in Paradiso...
Sulle montagne intorno, la neve appare sparuta o sparata. Ai bordi della strada, sotto le foglie marce, ecco macchie di violetto e giallo, sono fiori pronti ad attirare, con i loro splendidi colori, gli insetti già svegli in attesa della bella stagione.
Pedalo...

Pedalo...
Gita con i nostri nipoti Asia e Nicola:
Accadono cose strane di sabato pomeriggio al Santuario del Perello conteso da sempre fra i paesi di Rigosa e San Busita, (l’uno vantava il contadino che aveva avuto la visione della Madonna e l’altro il fatto che il Perello era nella sua zona) : la prima stranezza è il racconto della nonna, di un piccolo pero che produceva piccolissime pere che piacevano tantissimo sotto spirito alla mamma di Gesù... ma dai, nonna, qui c’è scritto che è il monte che si chiama Perello dove il 3 luglio del 1413 il contadino, inginocchiato, parla con la Madonna che gli dimostra d’essere divina facendo spuntare un piccolo ulivo da un ceppo di faggio secco e non un piccolo pero che produce piccole pere!
L’altra stranezza sono due ragazze pascolanti ognuna il proprio furetto, quello scuro è subito sparito in chiesa a farsi benedire insieme alla sua padroncina, speriamo ci vada anche quella con il furetto bianco, entrambe ne hanno bisogno... eh, lo dico per gli animali...
La terza è la visione di due fratelli fanciulli in vena di confessarsi...chissà cosa si dicono e se si assolveranno l’un l’altro.
Le stranezze finiscono qui e ci soffermiamo a visitare le belle stanze con dipinti e affreschi, uno quattrocentesco ricorda Piero della Francesca ed un altro, in un soffitto novecentesco, riporta la nonna alla sua fissazione: Stella Maris, uno dei nomi della stella Polare utilizzata per la navigazione astronomica in mare fin dall'antichità, Stella Maris è anche un altro nome della Madonna e da esso è derivato il nome proprio Myriam, goccia di mare. Mare. Mare.
Quanto alla sala degli ex-voto, la nonna pensa di realizzarne uno anche lei per essere riuscita ad allontanarsi dal suo lavoro senza rimorsi né rimpianti e con ancora corpo e mente in buono stato: il quadretto rappresenterà una donna che passeggia lungo una spiaggia con un nonno e dei nipoti mentre ripensa, disegnata dentro la classica nuvoletta, ad una ragazza con in mano una chiave combinata a cricchetto Beta del 13...sic!
Anche nel Santuario del Perello in affreschi e dipinti c’è la rappresentazione della Madonna del latte. Si tratta di un’iconografia cristiana presente in molte zone ed in bergamasca in particolare, festeggiata appunto il 2 luglio; molti pittori l’hanno interpretata, Lorenzetti, Pinturicchio, Verrocchio, Fouquet, anche Murillo ma è una figura che è presente già nell’antico Egitto con Iside che allatta il figlio Horus. La Madonna che allatta era particolarmente venerata dalle donne che giungevano in pellegrinaggio per chiedere la grazia di diventare madri e senz’altro dalle puerpere che pregavano d’avere latte a sufficienza per il loro bambino. Alcune pitture sono probabilmente ex voto per grazia ricevuta. Da qui le reliquie del Sacro Latte, i Crociati ne riportarono a litri !?!?! dato che ce ne sono numerose sparse in tutta Europa, una è nella Sainte Chapelle a Parigi...il business delle reliquie... andatevi a leggere la storia del sacro latte, molto interessante, ricordando anche Vermeer con la sua lattaia.
Pedalo...
Roncobilaccio, Ronco Scrivia, Ronco Biellese; noooo! Roncobello!
Ebbene sì, la mia bici-badante mi ha portato a Roncobello. Ronco è un toponimo, viene dal verbo latino ‘runcare’ che significa sarchiare, diserbare un terreno specificamente per renderlo coltivabile. Dalla stessa radice proviene la parola roncola, quell’attrezzo agricolo a lama di forma curva detto in bergamasco ol Corlàs o Podèt. Quanti corlàs ho venduto dal Busi? Tanti con il manico in cuoio, meno con il manico in plastica verde antiscivolo della famosa azienda F.lli Rinaldi di Brembilla ora Valbrembilla.
Piazza Brembana, Moio De’ Calvi, Bordogna, Baresi, Roncobello, Capovalle.
A Baresi, oltre al meraviglioso mulino molto ben ristrutturato, c’è l’albero della libertà della Rivoluzione Francese; il primo di questi alberi fu infatti piantato a Parigi nel 1790; non so bene la storia di Baresi, ma qui mi sa che più che rivoluzionari si trattava di briganti tipo l’Innominabile.
Spesso facciamo tratti sulle strade statali, è inevitabile.
Non ci piace per niente che i camion ci facciano il filo; per questo, in genere, scegliamo di fare certe gite in bicicletta fuori porta solo la domenica, il giorno con meno traffico, anche se automobilisti e soprattutto motociclisti sembrano avere una gran fretta pure nei giorni festivi.
Io metto fuori la mia paletta rossa sulla ruota posteriore e speriamo in bene.
Pedalo...
Pedalo...
Io arrossisco,
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Ogni tanto incontriamo alberi maestosi; penso che la vita degli alberi dipenda da che umani li curano, alcuni li vedo contenti...sia fra gli umani che fra gli alberi...
Pedalo...

Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedalo...
Pedala...
Pedalo...
Pedalo...
Il dottore dice non esagerare, non hai più l'età.
Dottore, l 'elettrocardiogramma e l'eco cardio tutto ok e poi mi sento bene; ho visioni di bellezza e serenità mentre pedalo.
Grazie per il suo interessamento.
Averara, i portici, la festa d’autunno. La Dogana Veneta.
La Torre della sapienza per collegare nozioni ad immagini.
Nelle carte, come carte da gioco, ma non lo sono un gioco, ecco rappresentati molti mestieri, ma quello della levatrice no.
Una dimenticanza grave.
I frescanti Baschenis
Santa Brigida e Cusio e Ornica. Piani di Bobbio, Valsassina.
Oratorio di San Giovanni Battista affrescato da Cristoforo Baschenis detto il Giovane.

Pedalo...
Giugno 2023 tempo triste come se fosse novembre, anche i mesi si scambiano le idee, sono stanchi delle solite opinioni, frasi fatte, dicerie, proverbi, maggio che profuma di rosa, ottobre di castagne, novembre di morti! Si son trovati i mesi, han fatto una tavola rotonda; dicembre e gennaio, han detto, siamo mesi di sole e di montagne anche se spelacchiate e senza neve. Febbraio s’è messo braccia conserte - che carnevalata il meteo del 2023- dice- e su una gondola nera con le finiture oro si fa condurre avanti e indietro sul Canal Grande, ascoltando il rumore del remo del gondoliere fendere l’acqua. Marzo s'è scocciato: -nata di marzo nata balzana, casta che sogna d’ essere puttana, marzo pazzerello tieni a portata di mano l'ombrello! -
Storie antiquate, sorpassate, terminate; aprile poi, avrebbe anche lui da dire ma, non si vuole scoprire, furbo e indifferente a ciò che blatera la gente.
Luglio, agosto e settembre son mesi di ferie e d’inizio anno scolastico, ma non è detto, dipende.
Maggio è appena trascorso carico di pioggia e le rose, bagnate fradice, piangono tutte.
...e pedalo...
Fiume Adda...venendo da Zogno verso Imbersago via Calusco e ritornando da Brivio perché il traghetto di Leonardo è sospeso, il tipo che lo gestiva è andato in pensione. Propongo a Gio’ di candidarci noi, in prova, per un anno. Dice di no.
Un’opera scultorea mi attrae, non è l’impronta del sommo genio da Vinci, ma quella di Papa Giovanni XXIII, (passeggero più volte sul famoso traghetto a corrente) che lasciò un’impronta nella Storia umana traghettando la Chiesa verso la contemporaneità.
Insomma, tutta una storia di draghetti/traghetti fra i quali io preferisco di gran lunga Corsica Ferries...
Acqua
Fiume Adda, Canale Villoresi, Navigli.
Da Brembate a Cernusco, ritornando da Gorgonzola dove, alla faccia del nome, il profumo è di serena quiete domenicale.
Magnifico El Rudùn, la grande ruota di Groppello/Cassano d'Adda, non un mulino, ma una noria: fatta costruire dal cardinale Borromeo, questa ruota pescatrice serviva a portare l'acqua alle cucine ed agli orti del Palazzo Arcivescovile di fronte, nonché per riempire i lavatoi.
Più che del Cardinale &C., ci vedo il tocco di genio di Leonardo da Vinci, sicuramente un suo progetto.
Pedalo...
Pedalo...
Non so usare il computer come dovrei; per me, alla fine, il mio Mac è come la mia Olivetti di tanti anni fa, a riposo su uno scaffale.
Questa idiosincrasia mi crea un profondo malessere ...nuova finestra, finder, aggiungi alla barra laterale, link, blog, e via e via, decine e decine di parole e funzioni che non voglio tenermi in mente, uso il PC come una macchina da scrivere, e sia, tanto non si offende!
...F 24 semplificato, Aruba, ID, Pec, Spid e ancora Imu, Ilor, Irpef, Irap...
Pedalo...
Pedalo...
Giornata magnifica ieri, d’uno splendido azzurro, come oggi del resto.
Decidiamo di biciclettare fino a Casazza per ascoltare il professor Gabrio Vitali in una lezione sulla Poesia, introduzione al nuovo anno della Terza Università, realtà ormai consolidata da trent’anni in ambito bergamasco.
Nella bella Sala Consiliare molte le persone presenti, più donne che uomini.
Gabrio Vitali comincia a parlare da seduto ma poi la foga lo prende e si alza in piedi: la Poesia è un atto di responsabilità...la lingua poetica ci aiuta a comprendere la realtà...la Poesia ripete la vita in forme diverse...la Poesia lavora sulla lingua con un linguaggio nutrito di passato che si offre come antidoto all’odierno impoverito linguaggio dei social...in una poesia tutto è importante, anche le virgole e gli spazi, il silenzio... la Poesia non svela, rivela nuovi significati delle cose, ha una funzione memoriale e sapienziale...
Rivelazione e restituzione... la Poesia è affine alla Politica, è per l’umanità, si dona agli altri...il poeta attraverso il proprio io raggiunge l’universale...Dio...
Che bello. Tanti ricordi affiorano nella mia mente mentre riprendiamo il tratto di ciclabile della Val Cavallina da Casazza a Trescore Balneario e poi un pezzo sulla strada o sui marciapiedi.
La batteria tossisce, ha bisogno di ricarica. Ormai è sera, in un bar, mangiando un panino, la signora ci dice fate pure, del resto colonnine per la ricarica non ne abbiamo viste.
Pedalando, ripenso a certe affermazioni tipo la Poesia è scoprire di sapere. Vero! A volte leggi un poeta e dici, ah, l’ho pensato anch’io, la Poesia ci rende consapevoli.
Ma quanti leggono poesia? Le statistiche dicono pochissimi, mentre sono a milioni coloro che pretendono di scriverla.
Quindi la Poesia è d’élite? Non tutti ne capiscono il linguaggio, bisogna leggerne molta per scardinarne ogni volta il significato.
E se la Poesia è affine alla Politica, allora i nostri amministratori e governanti dovrebbero leggerne molta.
Dovremmo sperare in un mondo governato dai poeti per approdare ad un nuovo umanesimo, ad un Altro Mondo?
Pedalo e penso. La notte è buia, illuminata dalla luna che va verso la plenitudine. Non fa freddo. Non incontriamo nessuno.
Nostra figlia ci chiama, dove siete, devo venirvi a prendere? No, no, la Poesia ci conduce.
(preciso che la lezione è stata molto più argomentata...i miei brevi cenni non rendono atto dell’intero pensiero espresso da Vitali)
Pedalo...

Da Zogno a Piazza, quindi Olmo al Brembo, Cassiglio, fino a Valtorta per onorare una bellissima giornata novembrina.
Valtorta in una valle storta, in effetti nell’ultimo tratto affrontiamo alcuni tornanti ma la bici-badante non ci fa caso. Sostiamo al parco giochi, unico luogo riscaldato dal sole.
La Latteria Sociale sembra il cuore pulsante del piccolo borgo, entriamo e compriamo gli Agrì, lo Stracchino e la Ricotta di capra. La stagione invernale comincerà sotto Natale sperando nevichi un bel po’ per gli amanti degli sport invernali. Oggi, il paese ha un’aria solitaria, fredda e pensosa come il dipinto che ammiro sul muro di una casa del pittore originario di Brembilla, Fulvio Rinaldi ( un geometra che ha sposato Pittura, un matrimonio felice.)
Pedalo...
Nel silenzio ascolto l'avvicinarsi dell'ora tarda quando non è ancora fine pomeriggio e già la sera non comincia.
Sto sola qui a ripensare la giornata trascorsa con un libro di Michela Murgia.
Michela ha pedalato fino al 10 agosto 2023.
Il sentiero è lungo e difficile. La maggior parte dei giovani si affida al telefonino, non servono più, dicono, enciclopedie, libri. Sta tutto lì, dentro lo smartphone, ma io non ci credo. Io credo che leggere un libro sia ancora la miglior via.
Viviamo un tempo di transizione epocale, l’intelligenza artificiale ci da ogni sorta di indicazioni. Non serviranno più neppure gli amici o un compagno con il quale confidarsi.
Vivremo alla giornata dentro le nostre solitudini.
Pedalo...
Borgo quattrocentesco di Oneta (Aineta-Alnus-Ontano ?!) in Valle Brembana (esiste Oneta anche in Val del Riso).
Dicono che la famosa maschera di Arlecchino sia nata qui.
Molti bambini si divertono sulla piazzetta con i giochi d’una volta.
Attendiamo che le caldarroste siano pronte, buonissime!
Giro di Poscante da Romacolo.
Grumello de’ Zanchi.
Castegnone.
Ripa.
Zogno, Stabello, Cassettone, Sedrina e ritorno.
Pensieri, parole, opere ed omissioni.
Giretto al lago del Bernigolo con Asia e Nicola, anche loro in bicicletta.
Ormai fine stagione ci dice il geco Alessandro, numerosi suoi Kayak hanno iniziato il letargo.

Gitarella domenicale partendo da Zogno quindi San Pellegrino Terme, San Giovanni Bianco, Sottochiesa, puntatina alla rocca di Pizzino per la pausa pranzo, quindi Olda, Taleggio, Peghera, Gerosa; a questo punto io sarei girata per Brembilla, ma Gio’ ha preferito Blello, Berbenno, una bella discesa fino a Sant’Omobono Terme, un brutto pezzo di statale fino a Strozza e poi il ponte del Chitò e via sul canale ricoperto fino a Clanezzo...poi Ubiale fino a Zogno.
Bei paesi, belle montagne, verde magnifico ma, nonostante la Valle assomigli molto alla mia isola del cuore (o è il contrario?) il solito mio rammarico è stato che, arrivati a fondo valle, non c'era il mare, ma... Clanezzo Beach.
... sempre acqua è, che sia lago, che sia fiume, ma non è come scendere dal Col di Bavella fino al golfo del Valinco...
E vai!
Passare da Blello è proprio bello, così, fra terra e cielo, il più piccolo paese della bergamasca, soltanto un’ottantina di abitanti.
Si respira pace.
Un po’ di BLELLEZZA per contrastare la negatività delle notizie sempre peggiori che dai social raggiungono i nostri sensi.
Possibile? Ci chiediamo, la scimmia che è in noi sta prendendo il sopravvento?
Pedalo...
Moglie e marito, una coppia del Terzo Millennio con la testa piena di nuvole (come il dipinto di Salvador Dalì) si sono appassionati alla bicicletta elettrica.
Sarebbero pensionati, ma praticamente è quasi una fake; sempre in attività sono, per via di certi agganci commerciali; soprattutto lei, di conseguenza anche lui. La bicicletta li rilassa; vorrebbero consigliarla ai molti con la testa piena di nuvole nere e bianche. Con la propria bici badante, così lei chiama la propria bicicletta elettrica, vanno su e giù per la ciclabile della Valle Brembana dove abitano. In effetti, una delle più belle piste ciclabili d’Italia.
E molte altre ciclabili hanno in programma.
I dubbi sull’elettrico li hanno comunque:
chi avrà costruito questa batteria e dove ne avranno comprato i componenti? In Cina? I cinesi non sono seri, inquinano e sfruttano gli operai.
I bambini di alcuni paesi africani lavorano in miniera nell’estrazioni di certi minerali che servono non solo per le batterie, ma anche per l’assemblaggio dei nostri smartphone; quindi, viviamo bene a scapito di altri.
E quei minerali che servono esisteranno fino a quando? Dovremo colonizzare nuovi pianeti alla loro ricerca?
E questi popoli che noi sfruttiamo, continueranno per sempre a vivere in pessime condizioni per le nostre esigenze tecnologiche o si ribelleranno?
Noi pedaliamo con la bici elettrica.
Io vorrei proteggere tutti i bambini del mondo.
Io vorrei annientare gli sfruttatori di altri popoli.
Io penso che vivere e lasciar vivere dovrebbe essere l’impegno degli umani sulla Terra.
Perché, perché, perché; troppi perché nel mio piccolo cervello.
Sono insofferente, impotente, inadeguata: ho sessantasei anni, il mondo non l’ho cambiato, la Storia è sempre quella.
.
So che smaltire le batterie elettriche creerà dei problemi al nostro pianeta Terra.
La bicicletta è come lo spray pulitore di contatti, libera la mente riattivando le sinapsi neuronali.
