La legge che l’Incoronato ci ha imposto non è uguale per tutti. 

 

Epidemia di parole

(s’en sortir sans sortir)

 

Quindi non possiamo baciarci abbracciarci stringerci la mano ma questa è la notizia peggiore del ventunesimo secolo quindi se ritornassero i miei genitori proprio oggi se ritornassero dall’Aldilà così per farmi una visitina

per incoraggiarmi sul cammino impervio della vita io quindi non potrei baciarli abbracciarli stringere loro le mani non potrei per colpa di un insignificante microscopico virus che solo perché ha la corona si sente un re non potrei dico non potrei coprirli di baci e se mi venisse ora incontro il mio nipotino non potrei strapazzarlo di coccole e la mia nipotina allora se vedessi ora la mia nipotina non potrei abbracciarla teneramente dirle amore grande infinito quindi da ora tutti amori da lontano quasi a confermare la definitiva vittoria di SMS e WhatsApp di questi tempi se ci penso solo un virus incoronato poteva sottometterci fra un Trump un Putin e un Erdogan ecco un altro con la corona a fare e disfare e vaffa ci mancava solo esso attenti però noi popolo siamo tanta gente tantissima gente non potete incoronarci tutti respingerci alle frontiere affondare le nostre barche noi popolo in cammino verso la libertà se anche per un po’non potremo abbracciarci delle vostre corone ce ne facciamo un baffo perché possediamo un vaccino potente che ha nome solidarietà e di questi tempi tanta ne spunta un po’ di qua ed un po’ di là per combattere sto virus parassita della società uno a cui non importa la salvezza dell’umanità soltanto esso vuole crescere e star bene a spese di noi tutti delle nostre vite approfitta come molti parassiti già da tempo presenti a tutti i livelli nelle nostre città sapete no la storia già altri avevano tentato di far fuori l’Incoronato fu quel giorno che Re Artù arrivò in ritardo all’incontro intorno alla tavola rotonda e notando un silenzio virale s’accorse che al proprio posto già sedeva l’Incoronato e lo riconobbe per averlo incontrato da Merlino in un vasetto ermeticamente chiuso con scritto non aprire quindi non si capisce come da lì sia fuggito sarà stato qualche suo addetto che per scuriosare il tappo volle svitare si sa c’è sempre qualche incompetente che s’impiccia per farsi bello il fetente così fuggì la notizia e tam tam tam il panico si diffuse in tutte le contee ma ecco i cavalieri riunitisi per discuter della cosa per prendere provvedimenti di fronte all’Incoronato che se la ride indisturbato stan seduti i cavalieri preoccupati e smorti con l’elmo-mascherina sotto gli occhi torti solo Lancillotto s’alza benvenuto Artù oggi abbiamo un ospite indesiderato e così dicendo al Coronavirus s’avvicina spietato avendo già meditato di saltargli addosso con una taperette o paletta per le mosche ed eliminarlo quasi fosse un moscerino mitico Lanci tu non sai tu non sai ma apprezziamo il tuo gesto di solidarietà…così schiacciandolo e riprendendoti la corona dopo averla ben lavata nonché disinfettata sulla testa di Artù l’hai riposizionata insieme agli altri cavalieri usciste dal grande portone per una bella liberatoria cavalcata ma ecco un santone col saio tutto strappato che facendosi avanti con una croce infuocata andava blaterando che il Coronavirus sì il Coronavirus era la punizione divina per la nostra società sbagliata attenzione cavalieri ripeteva io vengo dal mondo del duemila ed ho visto cose che voi neppure immaginate o cavalieri sta a voi porre le fondamenta d’una migliore società Coronavirus punizione divina puà vaffan gli sputa in faccia Artù taci o ipocrita santone gli grida Lancillotto e sfilando la spada zac taglia la testa al frate santo ecco mia amata Ginevra dice Lancillotto un dono per te fatti pure ritrarre da quel Merisi con la testa di sto Santo Corona in mano e passerà alla storia la tua immagine e quella di lui re Artù perplesso non sa cosa pensare se provar gelosia o ringraziare ma noi ci chiediamo poteva evitare del santone la decapitazione non poteva solo dirgli se ci tieni tanto ad espiare le tue colpe all’Ospedale Maggiore fatti ricoverare e così ripartirono i cavalieri e lungo il tragitto ecco venir loro incontro Don Chisciotte su Ronzinante e dietro Sancho Panza che urla aspetta aspetta o Chisciotte quelli non son Coronavirus ma un nugolo di prodi cavalieri ma la battaglia è ormai ingaggiata qualche altra testa già è rotolata e si salvi chi può e tra una battaglia e l’altra il tempo passò trascorsero i secoli di virus ogni tanto ne compariva un novello un certo Albert Bruce Sabin ed una tale Marie Curie ed un Louis Pasteur un mucchietto li han fatti fuori ma ne spunta sempre qualcuno che s’è modificato che la sua evoluzione ha replicato e la lotta continua ma non demordiamo è necessario ritornare presto a baciarci abbracciarci e stringerci la mano ossigeno ossigeno mi serve dell’ossigeno… ossigeno ossigeno al paziente numero sei signora fa fatica a respirare come va ora le mettiamo l’ossigeno ma no stavo sognando ho fatto un sogno re Artù i cavalieri don Chisciotte voglio tornare a casa dai miei nipoti mi cura mia figlia che è veterinaria ma forse non è a casa è in Africa l’Africa sta peggio di noi io sono qui voi mi curate sono in un letto al caldo molti bambini non hanno da mangiare allora voglio morire cosa sto a fare qui la campana a morto suona una volta al giorno per sei otto dieci persone sembra stiano tutti morendo anch’io voglio andarmene in fin dei conti ho vissuto abbastanza  dicevo giusto con mio marito che noi alla fine siamo stati fortunati fin qui che non abbiamo visto guerre direttamente negli occhi ma solo attraverso la televisione siamo stati fortunati a nascere in Italia e invece oggi eccoci qua a dover combattere una guerra batteriologica che ci sta mettendo a dura prova sa io in dio non credo penso che le anime esistano finché esiste un corpo pensante poi svaniscono evaporano e noi restiamo vivi nei ricordi di chi resta finché anche loro sono vivi poi nulla il nulla un immenso nulla di niente solo un grande cielo bellissimo punteggiato di stelle questo virus colpisce le persone immunodepresse ed io è una vita che sono se non immune senz’altro depressa sono un’artista sa scrivo anche poesie ma sinceramente ora da questa prospettiva vedo soltanto una sala di terapia intensiva e camici verdi e gente mascherata che va e viene mi dica lei cosa cavolo serve essere un’artista e scrivere poesie non saprei mi sento sfinita forse l’ossigeno è necessario no no va bene respiro ho solo un groppo alla gola di angoscia o forse di paura la paura ha a che fare con l’angoscia entrambe si alimentano vicendevolmente sa ho sempre pensato a quel proverbio di una tribù di indiani d’America i Cherokee o gli Apache non ricordo era ai tempi che leggevo Tex Willer centinaia di anni fa ma no cosa dico ero giovane sì giovane volevo salvare il modo mi piacevano gli eroi ma io tenevo agli Indiani ai nativi americani dico insomma quel proverbio sa quello che parla dei due lupi che si combattono dentro tutti noi uno è il male rabbia paura preoccupazione gelosia invidia dispiacere autocommiserazione rimpianto rancore avidità falsità senso d’inferiorità l’altro è il bene gioia amore pace speranza serenità umiltà gentilezza benevolenza empatia generosità verità compassione fiducia il lupo che vince è quello che noi stessi nutriamo ma l’angoscia in un caso o nell’altro esiste anche se non la vogliamo nutrire sale dalle viscere come un serpente e poi ci strozza ecco questa è la sensazione che provo eppure in tutta la mia vita ho alimentato il lupo del bene e spesse volte l’ho sentito vicino talmente vicino da sentire il suo fiato e qualche leccata in volto me l’ha anche data quindi tutta questa storia non c’entra col bene e col male è una questione scientifica epidemiologica al primo momento ho pensato che non arrivasse dalla Cina l’infezione ma dall’America con quel presidente Trump che si sente padrone del mondo ho  pensato è lui che ha dato ordine ai suoi scagnozzi dei laboratori di Cape Canaveral o forse Cape Canaveral c’entra con la Luna con lo Spazio no un altro laboratorio forse nella Silicon Valley o giù di lì be insomma ha dato l’ordine lui il re dei presidenti insomma ai suoi sottoposti ha ordinato pena la sedia elettrica di distribuire la malattia ai cinesi perché il loro PIL era paurosamente all’attacco di quello americano e lo stava divorando forse è una fantasia eppure ci ho pensato nel mio piccolo del resto noi ultime ruote del carro cosa possiamo fare se non pensare ed elaborare nostre conclusioni tanto chi ci ascolta mettiamo i nostri pensieri su Facebook condividiamo capiamo che moltissimi non hanno capito nulla se ne vanno in giro senza mascherine in discoteca a sciare a mangiare in compagnia non so le informazioni sono arrivate tutte insieme contorte confusionarie forse il ministro della Sanità con il presidente dell’Ordine dei Medici avrebbe dovuto fare un discorso a reti unificate dire alla popolazione le chiare precauzioni da prendere invece l’hanno fatto in ritardo superficiali dicevano è una semplice influenza però al mio paese la campana a morto suonava una volta al giorno per cinque persone alla volta all’inizio e poi per dieci io stavo in casa disperata non volevo uscire per non prendere qualcosa che avrei attaccato ai miei famigliari  e sentivo il silenzio sulla strada muti tutti anche la Primavera si stava vergognando di mostrare il colore dei suoi fiori così ad un certo punto il cielo divenne nuvolo e cominciò a piovere e si diceva tra noi attraverso WhatsApp vedrai che la pioggia lava via tutto quasi fosse il tetto della mia auto che non lavo da tempo invece eccomi qui ma non dispero non ho patologie gravi pregresse ed ora mi sembra di respirare abbastanza bene certo è dieci giorni che non vedo i miei mi mandano saluti da lontano ma cosa me ne faccio sì qualcosa me ne faccio perché so che mi pensano anche io li penso molto ma l’angoscia va e viene ed ho paura nell’intervallo di soffocare sempre queste parole tutto il santo giorno tutta la santa notte chissà se anche gli altri pazienti qui dentro hanno i miei stessi pensieri non vedo nulla solo una tenda che mi copre a destra e sinistra e là in fondo queste figure che si muovono un po’ surreali penso a mia madre ha sofferto molto gli ultimi anni della sua vita io non ho alleviato la sua sofferenza mi aggiravo impotente intorno al suo non essere ma alla fine quando l’abbiamo portata al ricovero per anziani lei ha capito ed era arrabbiatissima con me mi aggiravo intorno alla sua vita  chissà eppure ero così stanca alla sera ed anche la mattina quando mi alzavo eppure ho dovuto decidere in casa non riuscivamo più a gestirla lavarla curarla badanti che andavano e venivano situazione allucinante poi ricovero almeno lì l’hanno trattata bene anche se lei era arrabbiatissima pensava l’avessi portata solo per un periodo di cura invece è morta lì il giorno di San Luigi Gonzaga che è un santo che mi è simpatico perché è mantovano ed i miei hanno sempre parlato il dialetto cremonese mantovano in casa ed io ci sono affezionata penso di stare meglio perché in questo momento mi è venuta una nostalgia pazzesca della Ester e delle Ida e dei loro tortelli di zucca certo ognuna aveva la propria ricetta una metteva più mostarda l’altra meno una meno amaretti e l’altra di più comunque vorrei essere a tavola solo noi tre a mangiarci un piatto di tortelli ma è tutto finito da quando se ne sono andate loro ed i loro consorti tutto è cambiato qui ho altri parenti ma non è lo stesso non mi sento così legata anzi a volte mi sento talmente sola che vado in bagno a piangere per non farmi vedere ma poi mi restano gli occhi rossi e l’iride da giallo marroncina mi diventa verde chiaro e si capisce che ho pianto e per cosa poi mi chiedono cosa volete sapere lasciatemi in pace e così sono diventata sempre più misantropa e penso non sia colpa mia non ce la faccio preferisco starmene a leggere un libro oppure dipingere certo mi sento inutile ora ecco nella mia gioventù avrei voluto fare il medico invece la vita è andata diversamente è proprio vero che quando stai male ti vengono in mente le persone più care e sì ora che mi ricordo in quel sogno che stavo facendo c’erano i miei genitori ma anche i miei nipoti e non vedo l’ora di rivederli accidenti rivedere i nipoti dico e per i genitori rimanderei se sarà il caso più in là ho molti progetti ancora in questa capa tanta che si chiama testa va troppo intorno con tutti questi pensieri sembra una trottola e non si ferma mai ma ora sono contenta perché respiro meglio e l’aria sento che entra ed esce come se niente fosse l’aria finalmente entra ed esce come se niente fosse ben inutile è stato quel tentativo di comandare la mia respirazione quando mi sembrava di soffocare lo incitavo alla battaglia contro l’Incoronato il respiro fatti forza dicevo o respiro inonda i miei polmoni di ossigeno così doveva andare così io sarei sopravvissuta mentre altri no per caso solo una questione di difese immunitarie dentro questo racconto sogno che ha voluto misurare la mia capacità di empatia d’immedesimazione nella realtà che stiamo vivendo molte persone se ne vanno così ieri anche Paolo così non lo potrò più rincontrare come ti sei permesso d’andartene così accidenti troppo bello quando il tuo papà con quella sua simpatia traboccante ed intelligente parlava di te della tua camera dove c’era scritto non disturbare adesso sono sicura che farebbe una battuta per sdrammatizzare  questa cosa  sta portando al limite la nostra capacità di sofferenza e non siamo neanche in ospedale infermieri e medici m’immagino lo stress emotivo io sto qui dentro la mia scatola invento sogni dentro i sogni per scaricare la tensione  come una matrioska io sono la damina piccola mentre intorno a me s’espande la vita di altri e di altri e di altri io me ne sto qui nella mia scatola cosa potrei fare penso dipingere ma sono come paralizzata  neppure con la mascherina FFP3 che non ho le ultime duecento le abbiamo vendute al cinese del Ciao Ciao che le doveva mandare in Cina dai suoi parenti questo a gennaio poi più viste e ce l’aveva anticipato che la situazione anche in Italia sarebbe peggiorata siamo tutti sulla stessa Arca ed è proprio così siamo tutta Umanità sta di fatto che neppure con la mascherina FFP3 la tuta gli occhiali mi va di mettere il naso fuori dalla mia scatola e non me la sento neppure di fare volontariato il che è tutto dire per una come me non so mi è presa una voglia di assentarmi dal mondo leggo certo è la mia passione ecco l’Ussaro sul Tetto di Jean Giono lo scrittore di Manosque che bella Manosque nelle Alpi dell’Alta Provenza con le quattro porte per entrare nella città vecchia come in Città Alta mio dio magnifica splendida città di Bergamo forza sii coraggiosa resisti  sì non drammatizziamo ci torneremo in Provenza ci torneremo a passeggiare in Città Alta solo ora abbiamo dovuto rimandare ma gli ulivi sono là che ci aspettano e la Corsarola è sempre lì che ci aspetta dicevo dell’Ussaro sul tetto c’è anche il film fatto molto bene con la Juliette Binosche bellissima e poi Camus il grande e poi i libri della casa editrice Iperborea i finlandesi i norvegesi gli svedesi gli olandesi scrittori d’immense storie del nord il mondo sta dentro la mia scatola ed io ultima piccola damina matrioska osservo il mondo che si allarga si allarga e la scatola più grande ci contiene tutti ognuno con la propria cultura ciascuno con  la propria storia alla fine non mi piace quella poesia che gira in internet della gente che stando in casa guarisce e medita e balla e legge e prega e ascolta più in profondità e poi la terra che guarisce tutto diventa meglio e migliore io non so se ci credo oggi che è la giornata mondiale della poesia mi da sui nervi anche lei belle immagini sì belle parole ma la prosa in questi giorni è ben altra e penso e spero che fra due mesi si riprenderà la solita vita forse più responsabili chissà non sono così fiduciosa non credo gli italiani in genere sono assai indisciplinati si spera certo questo Incoronato ha creato lo spartiacque fra il prima di lui e dopo di lui ci sta facendo pensare abbiamo il tempo per pensare molti di noi cambieranno registro ma noi ci aspettiamo che siano  i grandi della Terra a cambiare registro dandoci dei segnali di volontà di volere il bene di tutti ed il bene della Terra certamente ognuno deve fare la propria parte ma il buon esempio da parte dei governi mondiali è necessario è necessario tracciare almeno la rotta non so il mio idealismo vien fuori sempre è una storia così come la poesia serve l’idealismo serve la poesia ma non servono oggi con tutte quelle bare allineate mi sembrerebbe di oltraggiare le famiglie dire loro leggi Lucrezio o Camus o Giono sai anche questi scrittori hanno parlato del caso dei tuoi genitori che in una settimana se ne sono andati insieme dopo sessant’anni d’amore abbiamo perduto amici in questi giorni non li abbiamo neanche salutati e neppure i parenti solo messaggini di WhatsApp e c’è chi dirà era destino ma vaffa il destino e vaffa anche chi dice erano tutti anziani mi sembra che la follia abbia intaccato le nostre menti mi fa arrabbiare che per uno stupido virus nel duemila venti le persone se ne debbano scomparire così mi sembra che non abbiamo fatto passi da gigante speriamo che un nuovo Pasteur si materializzi ed inventi subito il vaccino perché cosa raccontiamo ai nostri bambini del tutto andrà bene ci facciamo in quattro per creare sicurezza intorno a loro poi arriva un microbo e ci fa capire quanto siamo fragili ed indifesi no no non voglio perdere la bussola la Poesia serve l’Idealismo serve l’Arte servono nel senso che sono al nostro servizio di umani che oggi non sanno che pesci prendere e lascia stare i pesci soltanto umani che non sanno umani che vorrebbero sapere ma non sanno se tutto andrà bene e l’idealismo e la Poesia e l’Arte sono nostri schiavi Poesia te lo ordino non farmi più soffrire Acquerelli ve lo ordino non fatemi più soffrire Pittura Musica Scultura ve lo ordino  abbiate un po’ di pietà…per questa Umanità…