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Monchéri mi aspetta
quando ritorno dal lavoro.
Alza la coda
e mi accarezza con il suo corpo
di gatto tigrato.
Se è inverno
dorme vicino a noi
mentre d’estate
s’accoccola sul tavolo.
I suoi occhi gialli
mi raccontano l’infinito
e le sue vibrisse
sondano il mio cuore.
È attento e partecipa
Non è sornione.
Lui sa. È intuitivo.
Ne sono certa:
ha un’anima Monchéri
leggera come un foglio
di carta bianca
su cui posso scrivere
i miei umani pensieri.