
La legge che l’Incoronato ci ha imposto non è uguale per tutti.
Epidemia di parole
(s’en sortir sans sortir)
Quindi non possiamo baciarci abbracciarci stringerci la mano ma questa è la notizia peggiore del ventunesimo secolo quindi se ritornassero i miei genitori proprio oggi se ritornassero dall’Aldilà così per farmi una visitina
per incoraggiarmi sul cammino impervio della vita io quindi non potrei baciarli abbracciarli stringere loro le mani non potrei per colpa di un insignificante microscopico virus che solo perché ha la corona si sente un re non potrei dico non potrei coprirli di baci e se mi venisse ora incontro il mio nipotino non potrei strapazzarlo di coccole e la mia nipotina allora se vedessi ora la mia nipotina non potrei abbracciarla teneramente dirle amore grande infinito quindi da ora tutti amori da lontano quasi a confermare la definitiva vittoria di SMS e WhatsApp di questi tempi se ci penso solo un virus incoronato poteva sottometterci fra un Trump un Putin e un Erdogan ecco un altro con la corona a fare e disfare e vaffa ci mancava solo esso attenti però noi popolo siamo tanta gente tantissima gente non potete incoronarci tutti respingerci alle frontiere affondare le nostre barche noi popolo in cammino verso la libertà se anche per un po’non potremo abbracciarci delle vostre corone ce ne facciamo un baffo perché possediamo un vaccino potente che ha nome solidarietà e di questi tempi tanta ne spunta un po’ di qua ed un po’ di là per combattere sto virus parassita della società uno a cui non importa la salvezza dell’umanità soltanto esso vuole crescere e star bene a spese di noi tutti delle nostre vite approfitta come molti parassiti già da tempo presenti a tutti i livelli nelle nostre città sapete no la storia già altri avevano tentato di far fuori l’Incoronato fu quel giorno che Re Artù arrivò in ritardo all’incontro intorno alla tavola rotonda e notando un silenzio virale s’accorse che al proprio posto già sedeva l’Incoronato e lo riconobbe per averlo incontrato da Merlino in un vasetto ermeticamente chiuso con scritto non aprire quindi non si capisce come da lì sia fuggito sarà stato qualche suo addetto che per scuriosare il tappo volle svitare si sa c’è sempre qualche incompetente che s’impiccia per farsi bello il fetente così fuggì la notizia e tam tam tam il panico si diffuse in tutte le contee ma ecco i cavalieri riunitisi per discuter della cosa per prendere provvedimenti di fronte all’Incoronato che se la ride indisturbato stan seduti i cavalieri preoccupati e smorti con l’elmo-mascherina sotto gli occhi torti solo Lancillotto s’alza benvenuto Artù oggi abbiamo un ospite indesiderato e così dicendo al Coronavirus s’avvicina spietato avendo già meditato di saltargli addosso con una taperette o paletta per le mosche ed eliminarlo quasi fosse un moscerino mitico Lanci tu non sai tu non sai ma apprezziamo il tuo gesto di solidarietà…così schiacciandolo e riprendendoti la corona dopo averla ben lavata nonché disinfettata sulla testa di Artù l’hai riposizionata insieme agli altri cavalieri usciste dal grande portone per una bella liberatoria cavalcata ma ecco un santone col saio tutto strappato che facendosi avanti con una croce infuocata andava blaterando che il Coronavirus sì il Coronavirus era la punizione divina per la nostra società sbagliata attenzione cavalieri ripeteva io vengo dal mondo del duemila ed ho visto cose che voi neppure immaginate o cavalieri sta a voi porre le fondamenta d’una migliore società Coronavirus punizione divina puà vaffan gli sputa in faccia Artù taci o ipocrita santone gli grida Lancillotto e sfilando la spada zac taglia la testa al frate santo ecco mia amata Ginevra dice Lancillotto un dono per te fatti pure ritrarre da quel Merisi con la testa di sto Santo Corona in mano e passerà alla storia la tua immagine e quella di lui re Artù perplesso non sa cosa pensare se provar gelosia o ringraziare ma noi ci chiediamo poteva evitare del santone la decapitazione non poteva solo dirgli se ci tieni tanto ad espiare le tue colpe all’Ospedale Maggiore fatti ricoverare e così ripartirono i cavalieri e lungo il tragitto ecco venir loro incontro Don Chisciotte su Ronzinante e dietro Sancho Panza che urla aspetta aspetta o Chisciotte quelli non son Coronavirus ma un nugolo di prodi cavalieri ma la battaglia è ormai ingaggiata qualche altra testa già è rotolata e si salvi chi può e tra una battaglia e l’altra il tempo passò trascorsero i secoli di virus ogni tanto ne compariva un novello un certo Albert Bruce Sabin ed una tale Marie Curie ed un Louis Pasteur un mucchietto li han fatti fuori ma ne spunta sempre qualcuno che s’è modificato che la sua evoluzione ha replicato e la lotta continua ma non demordiamo è necessario ritornare presto a baciarci abbracciarci e stringerci la mano ossigeno ossigeno mi serve dell’ossigeno… ossigeno ossigeno al paziente numero sei signora fa fatica a respirare come va ora le mettiamo l’ossigeno ma no stavo sognando ho fatto un sogno re Artù i cavalieri don Chisciotte voglio tornare a casa dai miei nipoti mi cura mia figlia che è veterinaria ma forse non è a casa è in Africa l’Africa sta peggio di noi io sono qui voi mi curate sono in un letto al caldo molti bambini non hanno da mangiare allora voglio morire cosa sto a fare qui la campana a morto suona una volta al giorno per sei otto dieci persone sembra stiano tutti morendo anch’io voglio andarmene in fin dei conti ho vissuto abbastanza dicevo giusto con mio marito che noi alla fine siamo stati fortunati fin qui che non abbiamo visto guerre direttamente negli occhi ma solo attraverso la televisione siamo stati fortunati a nascere in Italia e invece oggi eccoci qua a dover combattere una guerra batteriologica che ci sta mettendo a dura prova sa io in dio non credo penso che le anime esistano finché esiste un corpo pensante poi svaniscono evaporano e noi restiamo vivi nei ricordi di chi resta finché anche loro sono vivi poi nulla il nulla un immenso nulla di niente solo un grande cielo bellissimo punteggiato di stelle questo virus colpisce le persone immunodepresse ed io è una vita che sono se non immune senz’altro depressa sono un’artista sa scrivo anche poesie ma sinceramente ora da questa prospettiva vedo soltanto una sala di terapia intensiva e camici verdi e gente mascherata che va e viene mi dica lei cosa cavolo serve essere un’artista e scrivere poesie non saprei mi sento sfinita forse l’ossigeno è necessario no no va bene respiro ho solo un groppo alla gola di angoscia o forse di paura la paura ha a che fare con l’angoscia entrambe si alimentano vicendevolmente sa ho sempre pensato a quel proverbio di una tribù di indiani d’America i Cherokee o gli Apache non ricordo era ai tempi che leggevo Tex Willer centinaia di anni fa ma no cosa dico ero giovane sì giovane volevo salvare il modo mi piacevano gli eroi ma io tenevo agli Indiani ai nativi americani dico insomma quel proverbio sa quello che parla dei due lupi che si combattono dentro tutti noi uno è il male rabbia paura preoccupazione gelosia invidia dispiacere autocommiserazione rimpianto rancore avidità falsità senso d’inferiorità l’altro è il bene gioia amore pace speranza serenità umiltà gentilezza benevolenza empatia generosità verità compassione fiducia il lupo che vince è quello che noi stessi nutriamo ma l’angoscia in un caso o nell’altro esiste anche se non la vogliamo nutrire sale dalle viscere come un serpente e poi ci strozza ecco questa è la sensazione che provo eppure in tutta la mia vita ho alimentato il lupo del bene e spesse volte l’ho sentito vicino talmente vicino da sentire il suo fiato e qualche leccata in volto me l’ha anche data quindi tutta questa storia non c’entra col bene e col male è una questione scientifica epidemiologica al primo momento ho pensato che non arrivasse dalla Cina l’infezione ma dall’America con quel presidente Trump che si sente padrone del mondo ho pensato è lui che ha dato ordine ai suoi scagnozzi dei laboratori di Cape Canaveral o forse Cape Canaveral c’entra con la Luna con lo Spazio no un altro laboratorio forse nella Silicon Valley o giù di lì be insomma ha dato l’ordine lui il re dei presidenti insomma ai suoi sottoposti ha ordinato pena la sedia elettrica di distribuire la malattia ai cinesi perché il loro PIL era paurosamente all’attacco di quello americano e lo stava divorando forse è una fantasia eppure ci ho pensato nel mio piccolo del resto noi ultime ruote del carro cosa possiamo fare se non pensare ed elaborare nostre conclusioni tanto chi ci ascolta mettiamo i nostri pensieri su Facebook condividiamo capiamo che moltissimi non hanno capito nulla se ne vanno in giro senza mascherine in discoteca a sciare a mangiare in compagnia non so le informazioni sono arrivate tutte insieme contorte confusionarie forse il ministro della Sanità con il presidente dell’Ordine dei Medici avrebbe dovuto fare un discorso a reti unificate dire alla popolazione le chiare precauzioni da prendere invece l’hanno fatto in ritardo superficiali dicevano è una semplice influenza però al mio paese la campana a morto suonava una volta al giorno per cinque persone alla volta all’inizio e poi per dieci io stavo in casa disperata non volevo uscire per non prendere qualcosa che avrei attaccato ai miei famigliari e sentivo il silenzio sulla strada muti tutti anche la Primavera si stava vergognando di mostrare il colore dei suoi fiori così ad un certo punto il cielo divenne nuvolo e cominciò a piovere e si diceva tra noi attraverso WhatsApp vedrai che la pioggia lava via tutto quasi fosse il tetto della mia auto che non lavo da tempo invece eccomi qui ma non dispero non ho patologie gravi pregresse ed ora mi sembra di respirare abbastanza bene certo è dieci giorni che non vedo i miei mi mandano saluti da lontano ma cosa me ne faccio sì qualcosa me ne faccio perché so che mi pensano anche io li penso molto ma l’angoscia va e viene ed ho paura nell’intervallo di soffocare sempre queste parole tutto il santo giorno tutta la santa notte chissà se anche gli altri pazienti qui dentro hanno i miei stessi pensieri non vedo nulla solo una tenda che mi copre a destra e sinistra e là in fondo queste figure che si muovono un po’ surreali penso a mia madre ha sofferto molto gli ultimi anni della sua vita io non ho alleviato la sua sofferenza mi aggiravo impotente intorno al suo non essere ma alla fine quando l’abbiamo portata al ricovero per anziani lei ha capito ed era arrabbiatissima con me mi aggiravo intorno alla sua vita chissà eppure ero così stanca alla sera ed anche la mattina quando mi alzavo eppure ho dovuto decidere in casa non riuscivamo più a gestirla lavarla curarla badanti che andavano e venivano situazione allucinante poi ricovero almeno lì l’hanno trattata bene anche se lei era arrabbiatissima pensava l’avessi portata solo per un periodo di cura invece è morta lì il giorno di San Luigi Gonzaga che è un santo che mi è simpatico perché è mantovano ed i miei hanno sempre parlato il dialetto cremonese mantovano in casa ed io ci sono affezionata penso di stare meglio perché in questo momento mi è venuta una nostalgia pazzesca della Ester e delle Ida e dei loro tortelli di zucca certo ognuna aveva la propria ricetta una metteva più mostarda l’altra meno una meno amaretti e l’altra di più comunque vorrei essere a tavola solo noi tre a mangiarci un piatto di tortelli ma è tutto finito da quando se ne sono andate loro ed i loro consorti tutto è cambiato qui ho altri parenti ma non è lo stesso non mi sento così legata anzi a volte mi sento talmente sola che vado in bagno a piangere per non farmi vedere ma poi mi restano gli occhi rossi e l’iride da giallo marroncina mi diventa verde chiaro e si capisce che ho pianto e per cosa poi mi chiedono cosa volete sapere lasciatemi in pace e così sono diventata sempre più misantropa e penso non sia colpa mia non ce la faccio preferisco starmene a leggere un libro oppure dipingere certo mi sento inutile ora ecco nella mia gioventù avrei voluto fare il medico invece la vita è andata diversamente è proprio vero che quando stai male ti vengono in mente le persone più care e sì ora che mi ricordo in quel sogno che stavo facendo c’erano i miei genitori ma anche i miei nipoti e non vedo l’ora di rivederli accidenti rivedere i nipoti dico e per i genitori rimanderei se sarà il caso più in là ho molti progetti ancora in questa capa tanta che si chiama testa va troppo intorno con tutti questi pensieri sembra una trottola e non si ferma mai ma ora sono contenta perché respiro meglio e l’aria sento che entra ed esce come se niente fosse l’aria finalmente entra ed esce come se niente fosse ben inutile è stato quel tentativo di comandare la mia respirazione quando mi sembrava di soffocare lo incitavo alla battaglia contro l’Incoronato il respiro fatti forza dicevo o respiro inonda i miei polmoni di ossigeno così doveva andare così io sarei sopravvissuta mentre altri no per caso solo una questione di difese immunitarie dentro questo racconto sogno che ha voluto misurare la mia capacità di empatia d’immedesimazione nella realtà che stiamo vivendo molte persone se ne vanno così ieri anche Paolo così non lo potrò più rincontrare come ti sei permesso d’andartene così accidenti troppo bello quando il tuo papà con quella sua simpatia traboccante ed intelligente parlava di te della tua camera dove c’era scritto non disturbare adesso sono sicura che farebbe una battuta per sdrammatizzare questa cosa sta portando al limite la nostra capacità di sofferenza e non siamo neanche in ospedale infermieri e medici m’immagino lo stress emotivo io sto qui dentro la mia scatola invento sogni dentro i sogni per scaricare la tensione come una matrioska io sono la damina piccola mentre intorno a me s’espande la vita di altri e di altri e di altri io me ne sto qui nella mia scatola cosa potrei fare penso dipingere ma sono come paralizzata neppure con la mascherina FFP3 che non ho le ultime duecento le abbiamo vendute al cinese del Ciao Ciao che le doveva mandare in Cina dai suoi parenti questo a gennaio poi più viste e ce l’aveva anticipato che la situazione anche in Italia sarebbe peggiorata siamo tutti sulla stessa Arca ed è proprio così siamo tutta Umanità sta di fatto che neppure con la mascherina FFP3 la tuta gli occhiali mi va di mettere il naso fuori dalla mia scatola e non me la sento neppure di fare volontariato il che è tutto dire per una come me non so mi è presa una voglia di assentarmi dal mondo leggo certo è la mia passione ecco l’Ussaro sul Tetto di Jean Giono lo scrittore di Manosque che bella Manosque nelle Alpi dell’Alta Provenza con le quattro porte per entrare nella città vecchia come in Città Alta mio dio magnifica splendida città di Bergamo forza sii coraggiosa resisti sì non drammatizziamo ci torneremo in Provenza ci torneremo a passeggiare in Città Alta solo ora abbiamo dovuto rimandare ma gli ulivi sono là che ci aspettano e la Corsarola è sempre lì che ci aspetta dicevo dell’Ussaro sul tetto c’è anche il film fatto molto bene con la Juliette Binosche bellissima e poi Camus il grande e poi i libri della casa editrice Iperborea i finlandesi i norvegesi gli svedesi gli olandesi scrittori d’immense storie del nord il mondo sta dentro la mia scatola ed io ultima piccola damina matrioska osservo il mondo che si allarga si allarga e la scatola più grande ci contiene tutti ognuno con la propria cultura ciascuno con la propria storia alla fine non mi piace quella poesia che gira in internet della gente che stando in casa guarisce e medita e balla e legge e prega e ascolta più in profondità e poi la terra che guarisce tutto diventa meglio e migliore io non so se ci credo oggi che è la giornata mondiale della poesia mi da sui nervi anche lei belle immagini sì belle parole ma la prosa in questi giorni è ben altra e penso e spero che fra due mesi si riprenderà la solita vita forse più responsabili chissà non sono così fiduciosa non credo gli italiani in genere sono assai indisciplinati si spera certo questo Incoronato ha creato lo spartiacque fra il prima di lui e dopo di lui ci sta facendo pensare abbiamo il tempo per pensare molti di noi cambieranno registro ma noi ci aspettiamo che siano i grandi della Terra a cambiare registro dandoci dei segnali di volontà di volere il bene di tutti ed il bene della Terra certamente ognuno deve fare la propria parte ma il buon esempio da parte dei governi mondiali è necessario è necessario tracciare almeno la rotta non so il mio idealismo vien fuori sempre è una storia così come la poesia serve l’idealismo serve la poesia ma non servono oggi con tutte quelle bare allineate mi sembrerebbe di oltraggiare le famiglie dire loro leggi Lucrezio o Camus o Giono sai anche questi scrittori hanno parlato del caso dei tuoi genitori che in una settimana se ne sono andati insieme dopo sessant’anni d’amore abbiamo perduto amici in questi giorni non li abbiamo neanche salutati e neppure i parenti solo messaggini di WhatsApp e c’è chi dirà era destino ma vaffa il destino e vaffa anche chi dice erano tutti anziani mi sembra che la follia abbia intaccato le nostre menti mi fa arrabbiare che per uno stupido virus nel duemila venti le persone se ne debbano scomparire così mi sembra che non abbiamo fatto passi da gigante speriamo che un nuovo Pasteur si materializzi ed inventi subito il vaccino perché cosa raccontiamo ai nostri bambini del tutto andrà bene ci facciamo in quattro per creare sicurezza intorno a loro poi arriva un microbo e ci fa capire quanto siamo fragili ed indifesi no no non voglio perdere la bussola la Poesia serve l’Idealismo serve l’Arte servono nel senso che sono al nostro servizio di umani che oggi non sanno che pesci prendere e lascia stare i pesci soltanto umani che non sanno umani che vorrebbero sapere ma non sanno se tutto andrà bene e l’idealismo e la Poesia e l’Arte sono nostri schiavi Poesia te lo ordino non farmi più soffrire Acquerelli ve lo ordino non fatemi più soffrire Pittura Musica Scultura ve lo ordino abbiate un po’ di pietà…per questa Umanità…
Elogio del balcone
…s’era visto negli ultimi giorni che la Primavera aveva fatto capolino ma con poca convinzione o meglio le primule eccole gialle bellissime anche le viole le mie preferite e quei fiori gialli di certe piante grasse che ho piantato qua e là nei vasi ma l’ho intuito da come tirava il vento che la Primavera era giusto passata per farci un cenno di saluto o uno sberleffo e poi dal momento che tirava una brutta aria ha girato i tacchi e se n’è andata ancheggiando nel suo abito fiorito stronza anche te Primavera chetticredi sì carina ma vuoi mettere la passione di certi giorni d’autunno quei gialli e quei rossi gli arancioni okkei stronza ti saluto e grazie per averci lasciato questo tempo decisamente in sintonia con il periodo che stiamo vivendo freddo e opaco con quel grigiastro che è come il bistro di quando mischi troppi colori insieme un colore odioso insignificante e malvagio colore del cavolo che mai e poi mai è entrato entra ed entrerà nelle mie tavolozze e parlo di tavolozze vissute arrabbiate impastate piene d’energia che ad un mio cenno potrebbero anche iniziare a ballare o tavolozza l’ apostrofa il pennello vorrebbe gentilmente concedermi l’onore di questo ballo ora che qui in atelier non c’è nessuno posso dichiararle tutto il mio amore mentre la stringo a me con la forza della colla vinavil che era servita per legare e dare spessore ad un pezzo di tela ma poi è rimasta qui tra il rosso ed il giallo per tenerci uniti per sempre o tavolozza ho scelto te per la vita nostra testimone sarà quell’altra tavolozza su cui un bambino pittore ha spalmato talmente tanto colore che la si potrebbe dire una crema catalana con contorno di mirtilli blu di Prussia che è un ferrocianuro e se togli il ferro riamane il cianuro e non è il caso d’avvelenarsi con il blu che è il mio colore preferito le SS Auschwitz e certi collegamenti alla guerra partono spontanei ma non è la stessa cosa noi in realtà stiamo dentro le nostre calde case possiamo anche decidere il menù di domani forse gli gnocchi con il sugo al timo che ce l’ho sul terrazzo e poi posso decidere ora leggo ora guardo un film ora faccio una video chiamata con i miei nipoti è vero è come se fossi sdoppiata ma i paragoni con l’ ecatombe delle guerre Mondiali non reggono eppure viviamo uno stravolgimento un subbuglio un’angoscia il corpo certo agisce fa qualcosa per passare il tempo anche stirare che non son capace mentre ascolto la calda voce della Loredana Lipperini a Fahrenheit con l’acca in mezzo o far passare Facebook come se fosse una rivista per altro spesso come molte riviste molto superficiale alcuni non sanno proprio cosa inventarsi almeno postate belle immagini se siete capaci ancora di discernere cos’è bello e cosa fa schifo quindi il corpo s’aggira solitario mentre l’anima il cuore la mente svolazzano come farfalle posandosi qua e là sui pensieri sulle persone che se ne sono andate per sempre e che non rivedrò più purtroppo è quello che penso mai più mai più non credo nella resurrezione della carne credo che abbiamo sì necessità di credere in un Salvatore per non flippare ma che in effetti siamo solo soli e quante persone in questi giorni muoiono sole forse è possibile che tutto rientri un uno spazio cosmico ma non mi dite che tutte le anime di millenni d’Umanità son là che gironzolano per i gironi Danteschi mi piace Dante ieri era il Dantedì che invenzione la Commedia Divina come ebbe a dire Boccaccio davvero Divina ma noi siamo umani e nei secoli abbiamo costruito la nostra Storia e oggi eccoci qui come ai tempi della Peste e del Colera e della Spagnola corsi e ricorsi di Storia Umana sì facciamoci coraggio magari risorgeremo migliori in poco tempo abbiamo capito che si può fare la Terra si può salvare mi turba un po’ che non chiudano le fabbriche di armi e le ferramenta ma del resto staremo a vedere cosa faranno i singoli stati avranno un pensiero comune oppure ritorneranno i dazi ed i confini più forti di prima ed è per questo che l’esercito va mantenuto armato ed è per segnare i confini che servirà la pittura gialla vado sempre un po’ troppo via di fantasia ma sarebbe interessante ricominciare a produrre in Europa senza delocalizzare sarebbe interessante continuare a lavorare da casa la gente sarebbe più felice meno auto in giro ed il petrolio be quello trasformatelo in acqua potabile per far rinascere il deserto è tutta così complicata la geopolitica eppure l’Incoronato nella sua super maledetta schifosa bastarda azione ci sta dando delle dritte vogliamo dimostrare o no d’essere umani intelligenti siamo coraggiosi e cambiamo accidenti cambiamo è necessario io voglio tornare a visitare Amsterdam ed anche voglio tornare ad esporre a New York e a Berlino e ad Helsinki io ho delle idee e voglio impegnarmi nel mio piccolo nonostante in questi giorni il cuore mi si sia gonfiato come un palloncino rosso e faccia una fatica incredibile a tenerlo a freno lui vorrebbe volarsene via insieme a Franco per esempio che come potrò vivere senza il suo baciamano rivivo i giorni di quando morì mio padre ed altre persone negli anni miei il cuore che si gonfia vuole volare via io che lo trattengo ed alla fine lo buco con uno spillo così resti qui e non te ne vai stupido molliccio sensibile cuore cretino credo che per ognuno debbia compiersi il proprio tempo quindi cuore umanamente lotta non accasciarti e rialzati prega a modo tuo sii solidale sii partecipe sii…
Sette racconti / anni 2020-2021
1)
Facebook, ogni volta, le chiede cosa sta pensando e sempre le viene istintivo rispondere…e provare a pensare ai fatti tuoi!?! A ben sfogliare, di tutto quello che scorre su questa global-vetrina, salverebbe ben poco, ma ha deciso di partecipare allo spettacolo ed è inutile darla contro a Mark Zuckerberg, ora proprietario anche di Whatsapp e Instagram, il ragazzo ha avuto un colpo di genio, storie non ce ne sono, o meglio ce ne sono tante di storie, troppe, infinite storie da ogni parte del mondo e tutte quante prese nel Web, nella rete.
Quindi anche lei lancia messaggi nell’etere, eterei messaggi attraverso i social network che in questi tempi da niente baci e niente abbracci, alla fine, sono piacevoli; che le persone possano incontrarsi almeno virtualmente, scambiare messaggi, farsi gli auguri, applaudire un bel dipinto, leggere una poesia, ammirare una bella immagine, oppure mettere il pollice verso su un post che proprio non ci sta, in fin dei conti è quasi necessario per la sopravvivenza di noi umani, esseri decisamente sociali. Le sembra però di vivere in uno spettacolo di Pupi dove a tirare le fila delle azioni c’è un Puparo dietro le quinte e chissà se era già previsto che anche questo virus facesse parte del copione: Re Covid 19 costringe la gente a comportarsi tutta nel medesimo modo, ma le persone sono diverse una dall’altra ed ognuno vive questo periodo a modo suo, dipende da fattori economici, ambientali, sociali; non è che Re Covid 19 sia un democratico, obbliga chi ci governa a promulgare leggi per contrastare la sua diffusione trattandoci come un mazzo di carte, bara visibilmente, le briscole vanno sempre alle stesse persone , il Re è Nudo mentre avremmo preferito fosse nuda la Regina, ci confonde, ci manda in paranoia, ci pokerizza, ci rende più poveri. Questa storia delle zone colorate, rosso che sfuma nell’arancione, l’arancione nel giallo, lei ci prova a capire, ma non capisce: biblioteche chiuse, sexy shop aperti, ferramenta aperte, casalinghi chiusi, giocattoli aperti, parrucchieri aperti, estetisti chiusi, calzature per adulti chiusi e per i bambini aperte, abbigliamento uguale, adulti off, bambini on. Lei si domanda se davvero i direttori di scena conoscano il substrato commerciale dei nostri paesi dove spesso i negozi vendono articoli misti, per sopravvivere, per resistere ad Amazon ed alla grossa distribuzione, molto dura sarebbe, in certe zone d’Italia, gestire un negozio per una sola tipologia di articolo. E quella pensata idei Covid Hotel, contemporanei lazzaretti? Mah. Rilegge Saramago, i romanzi Cecità e La Caverna. Le persone, lei crede, devono essere curate nelle proprie case perché la salute mentale va tutelata; in Germania il medico di famiglia assiste i suoi pazienti Covid a domicilio munito di tutta l’attrezzatura necessaria compresa la possibilità di fare una radiografia al letto del paziente, inviando in tempo reale l’immagine in ospedale, gliel’ha confermato un amico. A lei sembrerebbe tutto così semplice, volere e fare il bene di tutti, seguire il buon senso…mah… le differenze sociali andranno via via facendosi più marcate, i grandi del Web, Mark Zuckerberg e Jeff Besoz, Facebook ed Amazon, cresceranno a dismisura mentre noi popolo sostituiremo le odierne religioni con il Dio Ragno…perché l’Uomo Ragno l’hanno ucciso, ma il Dio del Web è vivente e presente nell’immaginario di tutti e non ci sarà Mala o Pubblicità che tenga per eliminarlo, lei ne è convinta, ci stiamo modificando, le nostre dita non più a girare le pagine di un libro, ma a schiacciare i tasti del cellulare, i nostri occhi non più concentrati sul pezzo, ma pupille sfavillanti a guardare miliardi di immagini. Quando si sarà reincarnata Eucalipto, sempre che il Puparo sia d’accordo, potrà osservare, fra cento anni, dall’alto dei suoi rami ondeggianti nel vento in riva al mare, dove l’Umanità sarà approdata in seguito a queste rivoluzioni virus virtuali che si susseguiranno.
Che il vero Puparo degli umani sia un Super virus?
2)
Vi descrivo la casa: all’entrata una stanza a forma di elle abbastanza ampia, appena dentro a dx una bella credenza ereditata da una zia ed un divanetto ereditato dalla nonna. Di fronte un albero tagliato a metà tronco e rami a far da attaccapanni e su tutta la parete di sinistra una bella libreria alta tre metri e cinquanta e lunga sei zeppa di libri ben ordinati con tanto di riferimento come in una biblioteca civica.
Il tavolo di due metri e cinquanta con otto sedie, sei in legno e due in policarbonato di design trasparente sta nella prima parte della elle che si espande a destra dove troviamo un comodo divano a sei posti e di fronte un mobile con televisione. L’intera stanza è sempre allietata dal fuoco in una splendida stufa in ceramica di colore azzurro carta da zucchero.
Proprio di fronte all’entrata dell’appartamento ma al lato opposto, si apre una porta che su un bel balcone con piante e piantine disposte in vasi di terracotta; troviamo qui anche un bel tavolo in ferro battuto con quattro sedie.
Una fontanella con tubo annesso permette di innaffiare quando si desidera.
A sinistra della stanza ad elle si apre la porta della cucina in style provenzale con tendine sotto il lavandino, sofà per leggere, una vecchia credenza, e tavolo allungabile. Un’altra porta verso la lavanderia e zona dispensa.
La cucina è allietata da un bel balconcino decorato con altre piante e fiori. Un piccolo tavolo dove prendere il caffè dopo pranzo.
In cucina, vicino alla credenza, si apre una deliziosa finestrella con varie piante di orchidee che fioriscono a turno.
L’appartamento ha poi due lati simmetrici, di là la zona per le ragazze, due stanze ampie ed un bagno. Lo stesso dall’altra parte la stanza diciamo padronale e quella del figlio con un bel balcone anch’esso con fiori e piante ed una bandiera italiana che ora sventola a mezz’asta.
Quindi l’altro bagno.
Confinati in quarantena due coniugi sposati da circa quarant’anni, affabili, amanti della lettura, dei bei film, della buona cucina. Genitori di tre figli, nonni di due nipoti con i quali fanno spesso una video chiamata.
3)
Quarto Oggiaro, noto quartiere di Milano, un condominio di settanta appartamenti.
Al quarto piano ecco i due coniugi sposati da dieci anni che stanno litigando per cosa guardare alla tv. Sono le ventidue.
L’appartamento si compone di una cucina piuttosto piccola, un soggiorno appena più grande, due stanze da letto, la padronale e quella dei tre figli nove otto e sei anni ora rintanati in circa dieci metri quadrati perché il padre in una delle sue sfuriate li ha obbligati a … ritirarsi nella loro stanza. Quest’altro giorno di confinamento è stato meglio perché almeno non c’era da fare la didattica a distanza, visto che è il primo giorno delle vacanze di Pasqua, didattica su un unico telefono, quello del padre che serve spesso a lui in quanto la sua amante che non lo vede da venti giorni, lo importuna almeno venti volte al dì.
L’appartamento non ha balconi.
Ieri la madre è uscita a fare la spesa con il figlio di mezzo, naturalmente con mascherina entrambi. È stata fermata da un poliziotto che le ha chiesto l’autorizzazione ad uscire su cui lei aveva scritto appunto spesa. Il figlio l’ho portato con me perché autistico e purtroppo è vero, ha dei problemi a stare sempre rinchiuso, so che non avrei dovuto ma cerchi d’essere comprensivo. Il poliziotto è comprensivo e si offre anche di portarle la spesa fino in casa dato che nel condominio non c’è ascensore. Dopo un’oretta eccoli di ritorno. Il poliziotto prende le borse. Salgono fino al quarto piano. Il padre li sente arrivare. Apre la porta. Avanti. Il poliziotto appoggia le borse. Arrivederci dice. Buongiorno e grazie. La porta si chiude.
Il padre chiede ma come non ce la facevi da sola? No, mi ha fatto comodo. Il padre la strattona, non uscirai a fare la smorfiosa con i poliziotti le urla in viso.
La madre tace e si appresta a sistemare la spesa.
Il figlio va in camera con i fratelli, si mette sotto le coperte e fissa il soffitto, immobile.
4)
Una splendida casa in campagna, esposta al sole, con annessa la stalla, la porcilaia, il pollaio.
Sotto le barchesse il fienile a cui si accede da una scala a pioli in legno.
La casa ha un grande portone sempre aperto su un largo corridoio alla cui estremità c’è un altro portone aperto sui campi.
La casa è recintata ma come per finta, c’è una specie di siepe che delimita i confini ma si può passare al di là quando si vuole. Ed anche al di qua.
L’aia è bellissima, in terra battuta ma ci si può giocare al pallone che nessuno dice niente.
I tre fratelli giocano ogni giorno, organizzano delle belle partite e la porta del goal è il grande portone sempre aperto. Devono mettere le mascherine? La madre risponde loro che no, solo se vanno in paese, tra loro che cerchino di non sternutirsi addosso e che stiano a distanza di un metro almeno. Noi non abbiamo per niente il raffreddore mamma stiamo da dio e poi a casa da scuola stiamo da d’Iddio. I compiti li fanno alla mattina, hanno un computer nuovissimo, regalo dello scorso Natale, si aiutano a vicenda ed anche il padre e la madre colgono l’occasione per informatizzarsi fra una faccenda e l’altra che ce n’è da fare in campagna.
Oggi pomeriggio il maiale pareva non stare bene forse il primo caldo ma ora mi sembra più arzillo. Ho anche ucciso due galline ed un coniglio, domani li metto in freezer, no, dice la madre, lascia fuori il coniglio che per Pasqua lo cucino con la polenta.
Nell’orto comincerò la semina la prossima settimana, con i figli la settimana scorsa hanno vangato e cavoli come si sono stancati ma anche divertiti. Il cane Strunz sempre tra i piedi ma è troppo simpatico e gioviale. Il gatto lo coccolano alla sera davanti alla TV, Patata sa il fatto suo e di giorno chissà forse cammina sui tetti o caccia qualche animale topi o talpe o altro.
Il telefono squilla. È la nonna.
Mi raccomando non uscire che la spesa te la portiamo noi. Non preoccupatevi sto bene nessun sintomo. Mi spiace solo di non poter andare al cimitero ma ho sentito che gli operai del comune hanno sistemato le tombe e messo nuovi fiori. Non preoccuparti nonna ne avrai di tempo per andare al cimitero…
Il cielo in questi giorni è sempre azzurro, splendido di Primavera.
I fiori nel triangolo adibito a giardino cominciano a sbocciare, bella la fila di tulipani gialli.
5)
Si erano traferiti da poco, circa un mese. Chissà come sarebbe stata la vita d’ora innanzi.
Per quarant’anni avevano abitato in un paese di montagna all’inizio d’una vallata solcata da un fiume. Oggi, in pensione, ecco la voglia di lasciare il paesello e di cambiare aria.
Da tempo però avevano nel cuore quel progetto, non è stata una decisione improvvisa; infatti, dieci anni fa avevano chiesto ed ottenuto un mutuo per acquistare una parte di casa a pianterreno sul lungomare di quella cittadina che oggi li accoglieva. Nella nuova casa avevano voluto tutto di nuovo, niente fronzoli, il necessario, un ambiente spartano ma illuminato da quella splendida vista, un mare da poter ammirare in ogni stagione con le onde e le nubi che mutavano, con il vento che portava ogni volta nuovi profumi. La casa a pianterreno, come dicevo, si trovava su una specie di collinetta di modo che il panorama, dalla finestra in vetro che teneva l’intera parete, era davvero spettacolare ed era lì, lì, lo si poteva quasi accarezzare. La porta d’entrata, alla fine d’un breve sentiero che attraversava un grazioso giardino coltivato a lavanda ed erbe aromatiche, oggi, primavera, era spalancata. Il giardino girava tutto intorno alla casa e da ogni stanza si poteva uscire e sedersi sulle seggioline che ovunque erano sistemate. Davanti al soggiorno anche due longue chaise per leggere guardando la vita dinnanzi a sé. Perché non penserete che a settant’anni uno non possa fare dei progetti. Eccome se li può fare!
Loro li avevano fatti. Quando arrivò l’Incoronato, nel mese di febbraio, loro appunto avevano appena preso la nuova cittadinanza ma lui, medico in pensione, non seppe resistere, non è come aver svolto una professione così avvolgente ed appassionante, hai sempre un aggancio ad essa, una smania d’aiutare chi ne ha bisogno; la sua era sempre stata una missione e la moglie ed i figli lo sapevano bene. Cercano medici disse alla moglie, io devo arruolarmi di nuovo, non posso rimanere a guardare. Fu così che decise di dare il proprio contributo ed alla sera quando ritorna, si cambiava completamente lasciando gli abiti fuori sullo stenditoio, faceva la doccia e si sedeva a cena. Il giorno dopo uguale. La domenica anche. E non si sa quando finirà.
6)
Hanno detto che le ferramenta possono tenere aperto. È un servizio sociale. Le persone, rintanate in casa, possono però fare qualche lavoretto, dipingere il balcone o la ringhiera, imbiancare il soggiorno o sistemare certe cerniere che cigolano da anni nonché la cassetta del wc che te lo dico da mesi perde acqua mi sa che è la guarnizione di fondo. Ecco. Così non sclerano, è necessario, non tutti amano leggere, scrivere, stare seduti sul divano a guardare la televisione.
Quindi la sua ferramenta rimase sempre a disposizione. Lui, bardato come un chimico di Cernobyl, serviva una persona alla volta ed alle dovute distanze. E quanta gente, mai s’era vista negli ultimi anni tanta ressa in negozio, cioè fuori, a fare la coda come nelle farmacie per un litro di impregnante o per l’acquaragia o un chilo di chiodi o qualche giro di filo di ferro per tendere bene la spalliera dei kiwi.
Una ragazza venne quella mattina, serva pure altri io guardo perché vorrei ricominciare a dipingere ed ho bisogno di colori ad olio, tele e pennelli. Ma non c’è sua sorella che so che dipinge per farmi dare dei consigli? Mi dispiace ma mia sorella è a casa da un mese, penso ricominci la prossima settimana, se vuole le faccio parlare al telefono. Non si disturbi se mai le dico.
Ecco ho trovato tutto, due tele 50 x 70, pennelli piatti e tondi, colori vari. Grazie mi faccia pure il conto.
E così con l’Incoronato molti hobby che erano stati messi da parte furono rispolverati.
Per alcune persone tipo le casalinghe o i carcerati la vita non cambiò poi di molto, sempre la solita ora d’aria quotidiana, a qualche casalinga mancò il caffè con le amiche la mattina e magari il tè al pomeriggio. Per molti altri commercianti tipo chi vendeva abbigliamento o scarpe, per le cartolerie le librerie certo la situazione fu molto differente. Si spera che questi commercianti abbiano messo da parte qualche soldino prima dell’uragano. Così i parrucchieri, gli estetisti ed i fioristi. Senza contare i ristoranti ed i bar, che disastro. Dopo l’emergenza e ci sarà di sicuro un dopo, la crisi economica si prospetta enorme, superiore a quella che si dovette affrontare nel 1929. Chissà. Dovremo cambiare registro, adattarci a nuove situazioni, lavorare sempre con la mascherina, con i guanti, disinfettare, disinfettare, guardare gli altri di soppiatto, avere paura.
Baciarci?
Vedremo.
7)
Ciao, come va?
Eh! Così così, mi si è spezzato il cuore… per sopravvivere ne ho acquistato uno provvisorio, un cuore di plastica, perfetto, con atri e ventricoli che funziona a corrente...di solito sto sempre qui seduta sul divano dove ho la presa diretta e quando mi sposto attacco una prolunga ...un traffico...e poi fa un rumore strano, spesso ho delle crisi di tachicardia...saranno gli sbalzi di tensione...mi sento spaesata, disorientata, elettrizzata ma da un'energia negativa...non so, una sensazione strana.
Ma i pezzi del tuo cuore originale li hai tutti o ne hai perso qualcuno?
Hai capito al volo, sei una vera amica, sì, ne ho perso uno e senza quello non posso ricomporlo e farlo funzionare come prima.
Quando è successo?
Non è successo in un momento preciso, s’è spezzato man mano che questa storia del virus andava avanti; i pezzi li tenevo tutti da una parte e nel frattempo mi hanno spedito con Amazon questo cuore di ricambio, per temporeggiare, finché trovo tutti pezzi dell’altro e con una colla speciale a base di salute, libertà e baci posso rimetterlo insieme e trapiantarlo di nuovo nel mio petto… La colla era nel kit che ho comprato, cinquantacinque euro senza spese di spedizione. Il cuore che mi hanno inviato di ricambio pare che si possa poi conservare per due anni, eventualmente, se per caso capiterà un’altra storia come questa e dicono che sarà facile che capiti perché i virus evolvono, sempre pronti ad invadere nuovi organismi. Dimmi te come potremo convivere con questi killer invisibili!
Pensiamo ad oggi, del resto siamo tutti sulla stessa Arca, sarà anche stupido dirlo, ma mal comune mezzo gaudio... non abbatterti, concentrati a pensare dove hai potuto perdere un pezzo del tuo cuore. Era di notte? La notte le cose sembrano insormontabili ed i problemi s’ingrandiscono.
Oppure era di giorno mentre guardavi un film, sai quel film che mi dicevi sull’Olocausto…
No, no, assolutamente e poi scusa questa cosa di paragonare la pandemia alla guerra o alla Shoah non ha proprio alcun senso, noi non siamo in trincea e neppure in un lager…stamattina ho fatto la doccia, mi sono lavata i capelli con il mio shampoo preferito ed ho messo pure il balsamo, sto programmando cosa cucinare per mezzogiorno…fammi il piacere non dire più che questa è una guerra, è qualcosa d’altro, uno stravolgimento, una pena, tutte queste persone decedute, certamente è una tragedia…
Sì, sono d’accordo, anche se gli effetti psicologici sulla nostra mente ed appunto sul nostro cuore per certi aspetti sono gli stessi…quindi non riesci a ricordare dove puoi aver perso quel pezzo del tuo cuore, mi spiace. Hai guardato bene dappertutto in casa? Fai mente locale su cosa hai fatto in questi giorni di quarantena.
Quando avevo la febbre e la tosse non ho fatto assolutamente nulla. Intere giornate a letto, inutile a me ed al mondo. Poi ho ripreso a fare qualche faccenda in casa, a cucinare, a leggere poco, a dipingere nulla. Mi sentivo come svuotata.
Sul balcone? Le tue piante, i tuoi fiori? Hai guardato bene nei vasi?
No, accidenti, non ho guardato sui balconi, sono fortunata, ne ho tre, è come avere un giardino da curare. Mi ricordo, ho piantato delle primule…sono qui ora…è talmente dolce la Primavera, così colorata, accidenti come ho fatto a non pensarci, eccolo, proprio qui il mio pezzo di cuore che si fa bello fra il verde…prendo gli altri pezzi... ricompongo subito il puzzle…incredibile, la colla funziona all’istante…fatto…
Fantastico, sono contenta per te. Ora il tuo cuore inondato di Primavera darà alla tua vita più fiducia. Fai subito la sostituzione e quello di plastica buttalo via, non conservarlo, è inutile. ...molte persone vivono i tuoi stessi sentimenti…proiettato verso il bene o verso il male tutti abbiamo un cuore, è la vita, ringrazia il tuo cuore d’essere lì sempre, per te, ogni secondo, invia tutto il tuo amore e tutta la tua tenerezza al tuo cuore.
Grazie cara, è vero, amo il mio cuore, amo la vita… ti saluto con affetto, a presto.
