Mi rendo conto che il tempo va davvero volando, non ho tempo di scrivere, prenderò solo degli appunti. E gli acquerelli poi, è impossibile dipingere là nel “buco”, come ora chiamerò la nostra residenza, non c’è neppure  un tavolo e poi l’ispirazione mi è già scappata, anche per eventuali cartoline postali. Decido che non scriverò a nessuno, accidenti, come lo scorso anno a Parigi, c’è sempre qualche malessere che mi straccia la  vena poetica pittorica; allora, la rapina in metrò, a l’ Etoile, oggi, quel deficiente dell’host che ci ha fregati… merda, mierde, shit! Sono un’artista sensibile io, ho bisogno delle condizioni adatte per creare ed invece mi s’è formato un nodo in gola che non riesco sciogliere neppure leggendo Conrad. Ma dai, smettiamola con queste storie fine Sette - Ottocento… acquerelli, carte, appunti… non sei mica Goethe che fa il Viaggio in Italia!

 

Oggi si scattano fotografie digitali che esprimono tutto, pensieri e parole, se sei un bravo fotografo ed hai il giusto sguardo.

A casa, la sera, nella tua cucina provenzale, potrai scrivere, acquerellare…

 

Contemplo con discrezione lo spettacolo di altre vite. Mi affascina il mondo. E poi qui ho già capito che vige il mio motto : “ vivi e lascia vivere”, osservami pure, ma stai nel tuo che io sto nel mio, penso che potresti girare nudo che nessuno ti ferma per dirti di mettere le mutande, magari ti fotografano al momento, ma poi passano oltre, a vivere qualcosa d’altro, come di fatto faremo noi, fotografando due bellimbusti “nudi con chitarra” a Time Square.

Colazione sempre a Starbucks, ore 8,30, Giò in coda ad ordinare, noi seduti al tavolino, vicino due ragazzi style “ufficio” chiacchierano di Borsa,  più in là un bel tipo coreano cinese vietnamita giapponese boh… legge il New York Times. Fa freddo, è fine marzo, ma molti sono già vestiti leggeri. Ragazze senza calze con le ballerine o stivaletti, minigonne, gonne lunghe, pantaloni di varia misura, sandaletti, tacchi a spillo, scarpe di vernice rossa, nera, brillantate. Abbigliamento molto, molto casual, divertente. Acconciature di tutti i colori, anche azzurre e viola e rosse, capelli cortissimi, rasati, davvero dei tagli artistici. Le acconciature più belle, simili a sculture sono quelle delle signore di colore, afro-americane con treccine sistemate nei modi più fantasiosi.

Entra una giovane coppia, sono italiani. lei si accomoda vicino  a noi ed ha un foulard legato dietro sul capo. Ha l’aria di una giovane nell’intervallo fra due chemioterapie. Lui è molto carino e gentile… mi è subito venuta in mente la frase: “voglio vedere New York prima di morire”… anche Noemi ad un certo punto aveva quel viso…

 

 

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