Do un’occhiatina alla guida: New York è molto attiva culturalmente. Artisticamente parlando poi, qui,  per gli appassionati d’arte contemporanea come sarei io, è sempre una gran festa; non vedo l’ora di andare a Chelsea District dove c’è la Galleria dove ho esposto i miei dipinti. Ma l’inaugurazione della mostra è giovedì pomeriggio ed oggi è solo martedì. Domani è il giorno della partenza dal buco, saluteremo l’Infradito e andremo in un normalissimo albergo. Ritorniamo sulla nostra quattordicesima strada, rientriamo nel nostro quartiere dormitorio. Entrando nell’appartamento, troviamo il ragazzo bresciano a casa, oggi è martedì ed il ristorante è chiuso ed è quindi il suo giorno libero. Sta giocando con il telefono. Facciamo due parole sul tempo e sul fatto che anche lui sta cercando un’altra sistemazione. Quindi ci ritiriamo nella nostra suite. Stasera abbiamo di nuovo  cenato a pizza e poi il solito caffè  al solito Starbucks, siamo davvero monotoni, anche perché l’alternativa, con Federico appresso, sarebbe Mc.Donald’s.

 

Sdraiata sul nero letto, mi rendo conto che questa cosa, che ci abbiano imbrogliati, mi ha molto innervosito, non ho voglia di scrivere, tanto meno di dipingere acquerelli, non c’è lo spazio.

Riprendo in mano Conrad che sicuramente nelle sue peregrinazioni in mare, avrà dormito in luoghi molto peggiori di questo: ” No, è impossibile,  è impossibile comunicare la sensazione di vita di qualsiasi fase della propria esistenza, ciò che ne costituisce la verità, il significato, l’essenza sottile e penetrante. E’ impossibile, si vive come si sogna, soli…” recita Marlow nel cuore dell’Africa Nera meditando sul fatto che la cosiddetta civilizzazione non ha portato la luce in mezzo alle tenebre, ma ha svelato il buio tenebroso che sta in coloro che avevano la pretesa di essere i civili.

Scusa, e scegliere un testo meno metafisico per una settimana a NewYork, non so, qualcosa di leggero, un giallo, Simenon per esempio, d’accordo, in francese per tenerci esercitati, Maigret, il caro Maigret... per quando ritornerò a Marsiglia… Ma se devo leggere in inglese ora! Questo libro ha il testo originale a fronte così mi  posso esercitare…!?

Semplicemente volevo farti notare che avresti potuto scegliere dei testi inerenti alla vostra destinazione tipo “Le mille luci di New York” oppure” American Psyco” o, tornando indietro negli anni, “Il giovane Holden” oppure” New York” di Paul Morand, sai quel Morand di cui tieni quel libro dedicato al mare sulla mensola-altare appena dentro casa tua, con tutti quei gingilli, dalle conchiglie al giardinetto Zen, sotto il dipinto delle due signore lilla che chiacchierano sul bagnasciuga…

Va bene, ci penserò quando ritorno, li leggerò per confrontare la mia idea della metropoli  con la loro, degli anni Cinquanta, del Novecento, del Duemila…

Resta il fatto che domattina sloggiamo.

Cecilia ci ha prenotato un albergo in pieno centro. Così, eccoci l’indomani di nuovo in strada, ognuno con il proprio trolley, riprendendo il metrò fino a Time Square. L’albergo è proprio lì dietro, fra un grattacielo e l’altro. Ci allontaniamo dall’appartamento alle otto del mattino, l’Infradito è già uscito ed il bresciano dorme.

 

http://www.nunziabusi.it