Arriva sparato il bus con ben stampato il nome della nostra destinazione.

 

L’autista è un tosto super arrabbiato uomo di colore che butta i nostri bagagli dietro e ci fa salire insieme ad altri cinque passeggeri. Guida veloce, fa le curve veloci e tiene la musica altissima. Arriviamo. Scendiamo, ma lui ci apostrofa maleducatamente con un americano incomprensibile… dobbiamo scendere alla prossima! Ok, ok… E così ci scarica, alla prossima, noi ed i bagagli. Io gli dico thank-you very much! Ma lui se ne va brontolando e mi è già chiaro che le incazzature sono uguali anche da questa parte del mondo e suona uguale in tutte le lingue la brutta parola ca…volacci.

In albergo ci accoglie una ragazza portoricana, dico io portoricana, ma poteva essere messicana o in genere sudamericana; ci dà la tessera per entrare in camera, quarto piano, stanza 408.

Ambiente sobrio, due letti matrimoniali, mobili color marrone scuro che mi ricordano subito la stanza del Ressac in Corsica, ma si sa le stanze d’albergo sono un po’ tutte uguali, sta di fatto che sei a New York, potresti lasciar perdere per un po’ i tuoi luoghi dell’anima? So bene che è come con le persone… ne incontri tante, ma solo alcune occupano il tuo cuore e non puoi fare a meno di pensare a loro mentre osservi gli occhi o la bocca o i capelli dell’altra con cui stai parlando.

Siamo alla nostra prima notte a New York! Ci infiliamo sotto lenzuola “amaracane”!

D’accordo, potrei prendere sonno ripercorrendo le tappe del viaggio, ma non so rinunciare a leggere a letto, prima di addormentarmi. Ho un libro di Conrad, “Cuore di tenebra”, ma dai, è un caso?

Comincio a leggere la biografia di questo scrittore di fine ottocento. Mi rende così felice leggere, coccolarmi con delle belle frasi, scritte bene, pensare che chi ha scritto quelle pagine era un umano in carne ed ossa ed ora è cenere, ma ciò che ha inventato può far rinascere in me le emozioni che lui ha provato scrivendo.

Conrad è un marinaio ed è vero che viaggiare ti porta a scrivere storie, se uno ha un po’ di talento e voglia di comunicare.

A dire il vero Conrad aveva voglia di guadagnare, infatti è considerato uno scrittore commerciale, ma, dico io, potrà uno pretendere che lo lascino in pace a scrivere e per far questo qualche rendita la dovrà pur avere! Il protagonista del libro è Marlow, personaggio ricorrente nei romanzi conradiani, sullo sfondo del Congo Belga e dello sfruttamento colonialista.

Conrad si chiamava in realtà Jozef Tedor Konrad Korzeniowski; il suo nome è scelto  dal padre Apollo, poeta e drammaturgo, perché eroe di uno scrittore romantico certo Mickiewicz.

Conosci? No.

La famiglia si trasferisce presto dall’Ucraina polacca a Varsavia.

A  tredici anni è già orfano di entrambi i genitori.

 

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