Alle sette stavo scrivendo
sotto la vite del Canadà
(laghi,montagne,canoe,indiani.)
Poi sono andata nel bosco
(felci e stelle)
e lì ho dedicato
alcuni versi di Federico
ad un gruppo di alberi
tra cui un agrifoglio.
Ecco,sono ritornata.
Ho cucinato.
Abbiamo mangiato
sotto la vite del Canadà
(indiani,canoe,montagne,laghi.)
Il pomeriggio
ho dipinto una tela di bosco e di cielo.
Quando sei entrato nella stanza
hai detto che ti piaceva
e siamo rimasti a lungo molto vicini.
Con Federico piccolo
siamo ritornati fra gli alberi.
Abbiamo visto arrampicarsi
 uno scoiattolo marrone
e fuggire due caprioli ambrati
stesi all’ultimo sole.
Ecco, siamo ritornati.
Ho letto ancora Garcia Lorca:
“Azul!Azul!Azul!”
io so la sua stella nella notte!
Voleva creare una scultura indimenticabile
o un dipinto con colori mai usati.
Ma il tempo l’ha come fermata.
Originale forma di fossile.
Ha sognato molto
non ha terminato.
Se suo padre non
la sua vita sarebbe stata…
Sente che la sua mente così gioiosa
calda e piena di idee
si dissolverà
senza aver cambiato il mondo
aggiustato l’umanità.
E’ triste d’una tristezza antica
eterna.D’una tristezza donna.
Le dico che sarebbe così semplice
colmare il vuoto,
basterebbe donarsi
con fede speranza e carità.
Ma i suoi cardini vacillano.
Anche se comunque vive
et spera et ama, 
le resta un senso d’inutilità.
Se fosse stata medico
oggi dormirebbe fra i bambini
e racconterebbe loro certe storie
che inventa per i suoi ed i miei figli:

 “C’era una volta una mamma che aveva sette bambini.
Uno si chiamava...,un’altro...ecc.
Un giorno decise di fare una torta a ciascuno con
la forma che ognuno desiderava...
così...Andrea ebbe la sua torta a forma di veliero,Lucia
la volle a testa di cavallo e Martina ...e Luca e...
Oppure:”C’era una volta una scatola di pastelli
che stava dentro lo zaino d’una ragazzina di dieci anni.
Finalmente giunse la fine della scuola ed i pastelli...”
O ancora:”C’era una volta un bimbo piccolo di un anno e mezzo
che era come un ape regina perchè mangiava tanto miele
e si leccava i baffetti dalla felicità...finchè un giorno
il suo papà gli portò a casa un orso bruno di peluche...”

......

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