Partecipe di molti
ma in solitudine,
la mente attenta
e la penna fra le dita
a ragionare della vita.

Il Brembo gli scorre vicino
aperta la finestra egli ascolta
dalla Montagna l’acqua che narra
d’altre generazioni le opere e i giorni.
Dal fango del mondo
l’anima affiora pura
dei boscaioli, dei pastori,
dei carbonai, dei minatori,
dei raccoglitori di erbe e di fieno,
delle taessine, delle contadine,
delle mogli dei migranti
sole dentro i loro letti
con la propria stanchezza.

Il fiume va, le notti vanno,
lo avvolge il fumo della sigaretta
in una nebbiolina che si fa poesia
mentre cresce la passione
del pensiero che si fa scrittura.

Gli Storici d.o.c. si voltano di là,
ma è per noi gente
in tutt’altre faccende affaccendata,
che egli studia e scrive,
perché è il cuore di chi è stato
che vuol farci comprendere,
di chi prima di noi
ha inchiodato il tempo
con il proprio dolore
e fatto affiorare attimi di eterno
donandosi nell’amore,
in una continuità di respiro
che ci meraviglia e ci fa sperare.

Passo dopo passo
partecipe di molti
ma in solitudine,
la mente attenta
e la penna fra le dita
a ragionare della vita.


04 settembre 2009, per il professor Riceputi

 

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