(l’esistere come il navigare…
metafora banale,
come all’acqua della pasta
l’aggiunta del sale)


Alte spumeggianti onde
spesso travolgono il nostro io
e come flussi d’alta marea
annullano l’istmo
che alla terraferma ci lega.
Ed è tempesta ed è uragano
ed è tutto il resto
e non siamo più noi.

Ma di nuovo è il reflusso
e di piccoli eventi ci consoliamo
in una rinnovata calma
che rende il mare
dolcemente lungo.
Così, sempre rollando
mentre prende forza la brezza
ritorniamo a bordare le vele.

Disincagliati ancora una volta
dalle cose della vita
è davvero un piacere
beccheggiare in questo blu
senza più una nuvola
solo aria ed aquiloni
e pensieri dispersi
in sensazioni di libertà.

 

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