Il cielo della mia valle
Porta lontano la melodia
Delle robinie in fiore.
  
Il loro polline è in balia
D’un vento primaverile
E non sa dove cadere.
  
Al confine stremo
Tra ragione ed istinto
Porta con sé
La tristezza della non fiducia.
  
“Potremo mai ritrovare
il tempo sublime in cui
fummo bambini
fra i bianchi narcisi
delle corse in montagna
quando amavamo,riamati,
(così ci pareva,così sentivamo
dentro le nostre minuscole vene)
si,quando amavamo,ricambiati,
anziani adulti bambini
animali piante licheni
conchiglie molecole
ogni atomo
delle tante sfaccettature
di vita?”
Se quel polline cadrà
Fate che non germoglino
I rami della diffidenza
Del non amore,
che il cielo della mia valle
con le sue robinie
con i suoi narcisi
porti stretto nelle nuvole
anche la linfa bambina
d’una rinnovata umanità

 

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